L’Accordo di Commercio EU-Mercosur: Opportunità e Rischi Ambientali
L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur, blocco economico che include diversi paesi latinoamericani, potrebbe valere trilioni di dollari nel commercio transcontinentale. Questo accordo, la cui attuazione provvisoria è prevista per maggio 2026, ha sollevato preoccupazioni tra esperti e organizzazioni ambientaliste. Alcuni avvertono che l’intesa potrebbe portare a un aumento della deforestazione, dell’estrazione mineraria e dell’uso di pesticidi, mentre altri si chiedono se le normative esistenti, come il Regolamento sull’Ingiunzione alla Deforestazione (EUDR), possano mitigare danni ambientali sotto l’attuale dinamica commerciale.
Nel marzo 2023, dopo decenni di trattative, la ratifica dell’accordo è giunta da parte di Paraguay, ultimo membro fondatore del Mercosur a dare il via libera. L’accordo viene visto come un’opportunità economica sia per l’Europa che per i paesi latinoamericani, ma le potenziali conseguenze ambientali sono significative.
La Preoccupazione degli Esperti Ambientali
Organizzazioni non governative e avvocati ambientalisti avvertono che l’accordo potrebbe incoraggiare l’espansione della deforestazione, l’aumento dell’estrazione mineraria e l’importazione e utilizzo di pesticidi. Nell’intesa, si prevede una progressiva riduzione dei dazi doganali, con la dichiarazione del governo brasiliano che l’UE si impegna ad eliminare i dazi su circa il 95% delle merci, coprendo il 92% del valore delle importazioni europee dal Brasile entro dodici anni. Tuttavia, il rischio di danni ambientali è elevato.
Studi condotti da Greenpeace e altre ONG evidenziano che le esenzioni tariffarie potrebbero favorire l’export di prodotti agricoli e minerari, possibilmente ampliando le frontiere agricole e contribuendo alla deforestazione in Sud America. Il 70% delle esportazioni di Mercosur verso l’UE è costituito da prodotti agricoli e minerali.
Secondo Greenpeace, l’accordo aprirebbe alla possibilità di un aumento nell’uso di pesticidi tossici nei paesi membri. Le aziende produttrici di pesticidi, principalmente europee, potrebbero influenzare negativamente le comunità locali e l’ambiente. È noto che prodotti come il clorpirifos, vietato in Europa per la sua tossicità, potrebbero essere utilizzati in Sud America senza restrizioni simili.
Inoltre, l’accordo non garantisce un controllo sufficiente sull’uso di pesticidi nelle esportazioni verso l’Europa, dove baseranno le loro normative solo sui livelli di residui nei prodotti finali, lasciando un’ampia gamma di possibilità per usi non sostenibili all’origine. Organizzazioni come Greenpeace avvertono che richiedere “una maggiore tracciabilità” nei processi di produzione è essenziale per proteggere le terre indigene e sviluppare catene di approvvigionamento più sostenibili.
Aspettative sul Regolamento Europeo contro la Deforestazione
Un punto potenzialmente positivo per le foreste dell’America Latina emerge dal Regolamento sulla Deforestazione dell’Unione Europea (EUDR), che entrerà in vigore a dicembre 2026. Prima di vendere i loro prodotti sul mercato europeo, i fornitori dovranno dimostrare che le loro merci provengono da aree senza deforestazione. Questo potrebbe offrire una certa protezione alle terre indigene, secondo esperti del settore, anche se la sua applicazione effettiva resta da vedere.
Tuttavia, le preoccupazioni persistono. Dinaman Tuxá, coordinatore della Coordinazione dei Popoli Indigeni del Brasile, ha sottolineato che, nonostante l’EUDR rappresenti un passo avanti, il contesto politico in Europa potrebbe portare a ritardi nell’applicazione delle normative. Con l’ascesa di movimenti conservatori, c’è il rischio che le normative sul controllo delle risorse naturali diventino più deboli.
Oltre a ciò, le organizzazioni ambientaliste criticano il concetto di “foresta” contenuto nell’EUDR, il quale potrebbe escludere importanti biomi sudamericani. Queste aree, come il Cerrado e il Pantanal, anch’esse minacciate dall’espansione agricola, non sarebbero sufficientemente tutelate.
Prospettive di Sostenibilità nel Commercio
Secondo alcuni esperti, il trattato potrebbe offrire opportunità per migliorare la governance della sostenibilità nel commercio tra Europa e America Latina. Si stima che l’accordo possa portare a una riduzione delle emissioni di gas serra attraverso l’esportazione di minerali necessari per l’industria delle auto elettriche e delle turbine eoliche. Tuttavia, c’è anche il rischio che la domanda di minerali rari possa generare nuove crisi ambientali, in particolare nelle terre indigene.
Il rispetto dell’Accordo di Parigi è un altro aspetto cruciale dell’intesa, con impegni reciproci volti a promuovere la sostenibilità ambientale. Tuttavia, sia dinamicanti come Tuxá che esperti ambientalisti hanno avvertito che tali impegni non sono vincolanti, il che potrebbe compromettere la loro efficacia.
In conclusione, il bilancio tra opportunità economiche e rischi ambientali continua a essere un tema di dibattito vivace tra le parti interessate. L’implementazione del trattato richiederà un monitoraggio attento e un impegno reale per garantire che le aspirazioni di sostenibilità non siano solo parole sulla carta.
Fonti:
– Greenpeace
– European Commission
– Coordination of Indigenous Peoples of Brazil (Apib)
– London School of Economics and Political Science (LSE)
– Brasilia University
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