Emergenza idrica in Sicilia, Sinalp: “Dighe piene di fango e fiumi abbandonati”

Emergenza idrica in Sicilia, Sinalp: “Dighe piene di fango e fiumi abbandonati”

La conseguenza, secondo il sindacato, è una perdita significativa della capacità di trattenere la risorsa idrica. Durante le piogge, una parte dell’acqua non può essere immagazzinata negli invasi e viene dispersa, mentre nei mesi più caldi cittadini, agricoltori, allevatori e imprese devono affrontare carenze e razionamenti.

«È inaccettabile – sostiene il Sinalp – che infrastrutture realizzate con ingenti investimenti pubblici vengano lasciate degradare fino a perdere la loro funzione strategica».

Un altro elemento critico riguarda la gestione dei corsi d’acqua. Il responsabile regionale del comparto Agricoltura Andrea Tomarchio denuncia la mancata pulizia degli alvei fluviali, che ostacola il corretto deflusso delle acque meteoriche, favorisce l’accumulo di detriti e aumenta il rischio idrogeologico.

«La manutenzione ordinaria dei fiumi non rappresenta un costo – afferma Tomarchio – ma un investimento essenziale per la sicurezza del territorio e per la tutela delle risorse idriche».

Reti colabrodo e assenza di riforestazione

Secondo il sindacato, alla situazione degli invasi e dei fiumi si aggiunge il problema delle reti di distribuzione idrica, con perdite che in molte aree della Sicilia supererebbero il 50% dell’acqua immessa nelle condotte prima di arrivare alle utenze.

Il Sinalp punta inoltre il dito contro la mancanza di un vero piano di riforestazione regionale, considerato uno strumento fondamentale per contrastare la desertificazione, migliorare la capacità dei terreni di trattenere l’acqua piovana e ridurre erosione e dissesto idrogeologico.

«Il patrimonio boschivo – sottolinea il sindacato – rappresenta uno degli strumenti naturali più efficaci per regolare il ciclo dell’acqua e proteggere l’agricoltura e la biodiversità siciliana».

La richiesta alla Regione: recuperare le dighe inutilizzate


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