eDNA da droni rivela la sorprendente biodiversità della canopia della foresta pluviale

Scoprire la Biodiversità nella Canopia Amazonica

Gli scienziati stanno facendo passi da gigante nel riconoscere e catalogare la biodiversità presente nelle chiome delle foreste pluviali, in particolare nell’Amazzonia peruviana. Utilizzando una combinazione di tecnologie innovative, inclusi droni e analisi del DNA ambientale, è possibile rilevare animali che vivono ad altezze notevoli, spesso difficili da studiare attraverso metodi tradizionali come le trappole fotografiche.

Un Nuovo Approccio Scientifico

In passato, metodi di monitoraggio come il campionamento dell’acqua o l’uso delle trappole fotografiche non erano sufficienti per registrare la varietà di specie che popolano le chiome degli alberi. I ricercatori hanno spesso trascurato le specie arboree, limitandosi a campionare solo l’ambiente acquatico. Questo ha portato a una significativa lacuna nelle informazioni, dato che molte specie vivono elettivamente in altezza e sono quindi difficili da rilevare. Per colmare questa lacuna, un team di ricercatori del Laboratorio di Robotica Ambientale dell’ETH di Zurigo ha collaborato con l’organizzazione no-profit Wilderness International per introdurre l’uso dei droni nelle foreste pluviali del Perù.


Il Ruolo del DNA Ambientale (eDNA)

Il DNA ambientale, o eDNA, si riferisce al materiale genetico lasciato dagli animali attraverso peli, secrezioni o saliva. Questo materiale fluttua nell’aria o si deposita sulle foglie e sui rami. La raccolta di eDNA dai livelli del sottobosco è stata una pratica comune, ma il progredire della tecnologia ha reso possibile l’analisi delle chiome degli alberi. Marie Schreiber, responsabile della comunicazione scientifica di Wilderness International, sottolinea l’importanza di esplorare le sezioni più alte della foresta, dove molte informazioni chiave sulla biodiversità rimangono nascoste.

Il processo di campionamento con i droni viene effettuato facendo volare il dispositivo in punti prestabiliti, dove viene poi abbassata una sonda equipaggiata con un tampone umido per raccogliere il DNA. Questa metodologia è risultata efficace nel raccogliere quantità significative di materiale genetico e ha rivelato la presenza di ben 257 specie di vertebrati in un singolo campione.


Analisi dei Campioni e Risultati

Dalla comparazione tra i campioni di eDNA raccolti dalle chiome e quelli prelevati dall’acqua, i ricercatori hanno scoperto una scarsa sovrapposizione nelle specie rilevate. Questo suggerisce che la raccolta di campioni vegetali possa rivelare gruppi tassonomici non rilevati negli studi acquatici. Steffen Kirchgeorg, ricercatore post-dottorato presso l’ETH di Zurigo, afferma che questo evidenzia l’importanza di implementare entrambi i metodi in modo complementare.

L’analisi delle chiome ha anche rivelato che, sebbene i campioni idrici mostrassero un numero maggiore di specie, le chiome contenevano DNA di gruppi tassonomici unici. Questi risultati sono fondamentali per promuovere la conservazione della biodiversità all’interno di queste aree protette, che affrontano minacce crescenti come la deforestazione e l’espansione agricola. Schreiber esprime l’urgenza di tutelare queste aree, affermando: “La biodiversità di queste zone non è stata esplorata in modo adeguato; le specie presenti, anche se numerose, hanno poche popolazioni.”


Le Sfide del Campionamento Aereo

Nonostante gli indubbi vantaggi delle tecnologie moderne, l’introduzione di droni per il campionamento ambientale presenta anche delle sfide. I costi associati alla tecnologia, uniti a ostacoli logistici, possono rappresentare delle barriere per l’implementazione su larga scala. Kirchgeorg rileva che, mentre la tecnologia diventa più accessibile, l’analisi del DNA ambientale potrebbe diventare una pratica comune nella ricerca ecologica.

Nondimeno, l’attuale situazione politica e di sicurezza nei territori tropicali potrebbe complicare ulteriormente l’uso dei droni per le indagini scientifiche. Tuttavia, l’interesse crescente per la protezione dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità potrebbe spingere verso l’adozione di tali tecnologie.

In conclusione, la combinazione di droni e analisi del DNA ambientale non solo apre nuove strade per la ricerca, ma fornisce anche dati cruciali per giustificare la creazione di nuove aree protette e garantire finanziamenti per la conservazione. La mole di informazioni che può emergere da queste pratiche rappresenta una risorsa inestimabile nel nostro tentativo di comprendere e proteggere le ricchezze della biodiversità terrestre.

Per ulteriori informazioni, consulta fonti ufficiali come la [National Geographic](https://www.nationalgeographic.com) o l’[Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO)](http://www.fao.org).

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Luigi Salemi: