Vive con 120 gatti in un appartamento, arriva la delibera del Comune

A Palermo la convivenza in un condominio di via Oreto è diventata impossibile. Gioacchina, una donna di 49 anni che abita insieme ai genitori, convive con circa 120 gatti in un appartamento di 100 metri quadrati. La presenza massiccia dei felini ha generato disagi crescenti per i condomini: odori persistenti e condizioni igieniche precarie si sono diffusi in tutto lo stabile. Dopo un anno e tre mesi dalla prima ordinanza sindacale, la situazione non solo non si è risolta, ma secondo i vicini è peggiorata, con continue tensioni e discussioni quotidiane tra l’inquilina e gli altri residenti.

Il Comune, tramite l’ufficio Igiene, sanità e benessere animale, guidato dall’assessore Fabrizio Ferrandelli e avallato dal sindaco Roberto Lagalla, ha emesso un nuovo provvedimento. L’ordinanza stabilisce che Gioacchina dovrà ridurre il numero di animali a dieci entro 30 giorni, provvedendo al collocamento degli altri gatti in strutture idonee o favorendone l’adozione. La donna, secondo quanto riportato, si rifiuta di rispettare il provvedimento, arrivando a minacciare conseguenze estreme.

Provvedimenti e mediazione: il punto dell’Amministrazione


L’atto firmato lo scorso 16 gennaio sottolinea l’obbligo di assicurare il benessere degli animali e delle persone coinvolte, imponendo sterilizzazione, microchip e sanificazione periodica degli ambienti. Viene inoltre vietata l’introduzione di nuovi animali nell’abitazione e l’inadempienza sarà perseguibile secondo l’articolo 650 del codice penale, che punisce chi non osserva i provvedimenti dell’autorità per motivi di igiene, sicurezza o ordine pubblico.

L’assessore Ferrandelli ha spiegato come siano stati effettuati tentativi di mediazione e come già numerosi gatti siano stati sterilizzati e microchippati. “Abbiamo contattato diversi animalisti disponibili ad aiutare nell’adozione dei felini – ha detto Ferrandelli – ma la donna non ha ancora provveduto a trasferire gli animali. Dopo i 30 giorni previsti dall’ordinanza, si passerà a un’azione coattiva per risolvere definitivamente il caso”.

Nonostante la gravità della situazione, i veterinari hanno verificato che gli animali non presentano problemi di salute, ma la convivenza in spazi così ristretti è considerata insostenibile sia per i gatti che per gli esseri umani coinvolti.

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