Lo scandalo della deforestazione nell’Ebo Forest in Cameroon
Un recente rapporto di un’associazione svizzera ha rivelato che una compagnia di legname che opera nella foresta di Ebo, in Cameroon, è legata a una rete più ampia di élite politiche a Yaoundé. La compagnia, Sextransbois, fa parte di un gruppo di interessi nel settore del legname e dell’agricoltura controllato dall’imprenditore Aboubakar Al Fatih. Documenti registrati analizzati dall’associazione mostrano che Sextransbois è stata costituita da parenti del primogenito del presidente Paul Biya prima di essere trasferita nel 2014 al fratellastro di Al Fatih.
Le organizzazioni ambientaliste hanno accusato diverse compagnie legate ad Al Fatih di violare le leggi camerunensi.
Un’analisi allarmante delle concessioni
Il rapporto, elaborato dal Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), mette in luce come l’élite politica in Cameroon stia facilitando una serie di aziende di legname e agribusiness nel disboscare le foreste primarie. Tra queste aziende, si evidenzia Sextransbois, a cui è stata concessa una controversa concessione di 68.000 ettari nella foresta di Ebo nel 2023. Inoltre, il rapporto menziona SCIEB, che controlla un’altra concessione di 65.000 ettari nella stessa area.
Dal rapporto emergono anche collegamenti tra queste aziende e altri nomi noti, come Boiscam e Camvert, tutti riconducibili a Al Fatih. Un “intermediario informale” intervistato dal GI-TOC ha rivelato che le aziende di Al Fatih avrebbero beneficiato delle relazioni con Alamine Ousmane Mey, ministro dell’Economia, considerato un alleato del primogenito di Biya, Franck.
Negli archivi aziendali si evidenzia che Sextransbois è stata costituita da parenti di Franck Biya nel 2014, prima di essere trasferita a Mahmoud Mourtada, fratellastro di Al Fatih, all’epoca ventenne. Secondo il rapporto, le connessioni di Al Fatih con le figure vicine a Franck Biya avrebbero facilitato ottenimenti considerevoli per le concessioni di Sextransbois e SCIEB nella foresta di Ebo.
Stando ai dati di Global Forest Watch, nel 2001 la foresta di Ebo era quasi completamente coperta da foreste primarie.
Ecco i dati recenti e le evidenze del disboscamento
Le immagini satellitari fornite da Planet Labs mostrano la costruzione di una strada nel nord-est di Ebo tra dicembre 2022 e novembre 2023. Altre immagini hanno documentato la proliferazione di strade di legname e la conseguente perdita forestale nel sud di Ebo tra maggio 2023 e ottobre 2024.
Queste concessioni sono state assegnate nonostante una campagna globale di protezione per la foresta, un habitat ricco di biodiversità per gorilla e scimpanzé minacciati. Dopo aver inizialmente ritirato la propria decisione di classificare la foresta come terra pubblica nel 2020, il governo ha silenziosamente rilasciato nuovamente le concessioni ad Al Fatih tre anni dopo.
Analogamente, si fa notare che un’altra azienda di Al Fatih, Camvert, ha ricevuto una concessione di 60.000 ettari per piantagioni di palma da olio nel sud del Cameroon, nonostante non avesse alcuna esperienza pregressa nel settore. Si denuncia che il legname dell’area concessa venga raccolto anche da compagnie come Sextransbois e Boiscam.
La situazione legale e le proteste delle comunità indigene
Greenpeace Africa ha accusato Camvert di non rispettare le leggi camerunensi in merito al pagamento delle royalties per le terre alle comunità vicine alla concessione. Una coalizione di gruppi ambientalisti ha dichiarato che le operazioni di Camvert sono “piene di illeciti”, aggiungendo che le concessioni di SCIEB e Sextransbois nella foresta di Ebo sono in palese violazione delle leggi camerunensi.
Le autorità locali hanno messo in dubbio l’assegnazione delle concessioni nella foresta di Ebo, e secondo i ricercatori del GI-TOC, Al Fatih stesso avrebbe tentato di corrompere leader tradizionali per fermare la campagna contro il disboscamento.
Il Ministero delle Foreste e della Fauna del Cameroon non ha risposto alle ripetute richieste di commento.
Le implicazioni internazionali e la lotta alla illegalità
Il rapporto ha analizzato anche i dati commerciali che suggeriscono che SCIEB stia praticando una “prezzatura di trasferimento”, mascherando i suoi profitti vendendo legname a una società fittizia ad Hong Kong al prezzo di circa la metà del suo valore reale. Secondo i dati doganali riportati, diversi paesi dell’UE hanno importato legname per un valore di circa 700.000 dollari prodotto da SCIEB, tra cui Francia, Belgio e Spagna.
Si auspica che le autorità camerunensi annullino le concessioni di Al Fatih nella foresta di Ebo. È stato evidenziato che, secondo la legge camerunense, il Ministero delle Foreste e della Fauna dovrebbe revocare i titoli di sfruttamento concessi a tali aziende, considerando le apparenti violazioni delle norme.
Fonti ufficiali:
- Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC)
- Greenpeace Africa
- Global Forest Watch
Risulta fondamentale monitorare la situazione per proteggere la biodiversità della foresta di Ebo e garantire un futuro sostenibile per le popolazioni locali.
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