Eagles arpione: possono attaccare gli esseri umani? Un caso in Amazzonia riapre il dibattito.

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Attacco di un’aquila arpia in Guyana Francese

Un attacco da parte di un’aquila arpia, l’uccello più grande del mondo, nei confronti di una turista in Guyana Francese ha sollevato un acceso dibattito sulle interazioni tra esseri umani e fauna selvatica. Secondo i rapporti, episodi di questo tipo sono rari e spesso legati alla difesa della preda, ma possono causare gravi ferite. Sebbene non comuni, questi casi mettono in luce un dilemma nella conservazione della specie, potenzialmente alimentando uno stigma ingiustificato nei suoi confronti e svelando conflitti reali che non ricevono sufficiente attenzione pubblica.

In una remota zona della Guyana Francese, un’attacco ha coinvolto una donna di 29 anni nel mese di ottobre 2023. In una vasta area di foresta preservata, queste interazioni tra umani e fauna selvatica sono estremamente rare, ma suscitano grande interesse sia mediatico che scientifico. Un recente studio ha messo in evidenza questo incidente.


L’attacco è avvenuto a circa 35 chilometri dalla città più vicina, nei pressi del fiume Kourou, mentre un gruppo di 11 turisti e una guida locale percorrevano un sentiero. L’aquila arpia (Harpia harpyja) si era posizionata a circa 6 metri di altezza quando è stata avvistata. Sfortunatamente, la donna e il suo compagno hanno deciso di fermarsi per osservarla meglio mentre il resto del gruppo continuava a camminare. Quando la coppia ha ripreso il cammino, l’aquila ha effettuato un attacco, colpendo la donna alla nuca.

Il biologo Everton Miranda ha monitorato le aquile arpie dal 2016 ed ha sottolineato la rarità di tali eventi, paragonandoli a quelli degli altri grandi predatori del Sud America, come giaguari e coccodrilli. Miranda è coautore di un articolo scientifico recente che documenta questo attacco, riconosciuto come il primo caso mai descritto dalla comunità scientifica.

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