Don Nuvola forse scomunicato.Parla la Curia: è un soggetto disturbato

La Curia, l’organismo direttivo e politico dell’attività di una diocesi, in sostanza l’organo a cui spetta la prima e ultima parola su tutte le attività pastorali, ha preso posizione sui fatti relativi a Don Aldo Nuvola, che da ieri si trova al carcere Pagliarelli a far compagnia ai secondini ,in stato di fermo, per il reato di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile.

Dal comunicato si apprende che il parroco era già stato invitato nel 2008 a presentare le dimissioni sia da insegnante di religione che da parroco del Regina Pacis, dopo che la stessa Curia aveva appreso della denuncia per atti osceni in luogo pubblico, in relazione alle molestie su un minore.
In quell’occasione era stato anche invitato a rinchiudersi in una comunità di Barcellona Pozzo di Gotto per riflettere sui suoi “peccati” e poi farsi seguire da uno psicologo per un periodo di due anni in una location protetta.
Il prete però, a quanto pare, non ha ottemperato a nessuna di queste direttive e infischiandosene bellamente ha continuato a esercitare il suo ministero giustificandosi con “motivi di salute”, mentre a Palermo i fedeli del Regina Pacis volevano la sua testa su un piatto d’argento.
Oltre al procedimento penale, Nuvola, subirà un procedimento canonico- procedimento interno alla Chiesa Cattolica- che prevede a norma del Motu Propriu SACRAMENTORUM SANCTITATIS TUTELA- i motu propriu sono decisioni personali, letteralmente “decisioni spontanee”, del Papa in quanto ministro di giustizia divina infallibile- promulgato da Giovanni Paolo II a tutela dei sacramenti, per lui:
Sospensione a divinis, canone 1333, letteralmente sospensione dai ministeri divini. Fa parte delle pene “medicinali” o censure (canone 1312), che comprende anche la scomunica e l’interdetto. Le pene “medicinali” sono volte a che il reo cessi la contumacia (cioè si penta del delitto e dia congrua riparazione dei danni e dello scandalo che ha causato, o almeno prometta di farlo).
Dimissione dello stato clericale, ovvero non non potrà più celebrare messa se non nelle docce del Pagliarelli.
Dispensa dagli obblighi del celibato, ovvero potrà liberamente contrarre matrimonio. Se ci riesce.
La Curia, in fine, si scusa e ribadendo il cordoglio alle vittime, si mette a disposizione affinchè le indagini possano portare alla luce tutta la verità sui fatti contestati al prete, dicendo esplicitamente del clerico: “è una persona disturbata”.

Grazie, comunque ce n’eravamo accorti.

 

Integrale del comunicato della Curia

Parla la Curia di Palermo: non escludendo la dimissione dallo stato clericale

Con riferimento al provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica a carico del Sacerdote Nuvola Aldo per indizi di reato in merito ai delitti di prostituzione minorile ed induzione alla prostituzione, si precisa quanto segue:

Don Aldo Nuvola era stato invitato a presentare le dimissioni dalla carica di Insegnante di Religione in data 4 ottobre 2008 non appena avuta notizia della denuncia per “atti osceni” in luogo pubblico ed a dimettersi da parroco del Regina Pacis nel dicembre 2008, allorquando si era avuta la notizia di un procedimento nei suoi riguardi per molestia nei confronti di un giovane di 17 anni.

In quella circostanza si era proceduto ad allontanarlo dall’ufficio di parroco. Inoltre gli era stato intimato di soggiornare presso la Casa “Il Cenacolo” dei Padri Venturini a Barcellona Pozzo di Gotto per un periodo di riflessione e di accompagnamento spirituale e psicologico. Successivamente è stato stabilito che seguisse un percorso organico e ben strutturato della durata di almeno due anni, che mirasse al consolidamento della maturità umana, affettiva e sacerdotale presso una struttura protetta.

Tenuto conto del fatto che egli non ha ottemperato a quanto disposto – anche per motivi legati, a suo dire, alle condizioni di salute e alla necessità di sottoporsi ad un trattamento chirurgico – e in considerazione degli sviluppi delle attuali indagini che hanno evidenziato la reiterazione del reato, don Aldo Nuvola incorre, ora, nella pena canonica della sospensione a divinis.

Inoltre, a norma del Motu proprio “Sacramentorum sanctitatis tutela”, nei confronti del sacerdote è già da tempo in corso la procedura canonica per la definizione del caso, ‪#‎non‬ escludendo la dimissione dallo stato clericale e la dispensa dagli obblighi del celibato.

La comunità diocesana, rimanendo ferita e sgomenta riguardo alle notizie riportate dai mezzi di comunicazione sociale che svelano certamente una personalità fortemente disturbata del sacerdote, esprime in pari tempo vicinanza e solidarietà nei confronti delle vittime di inqualificabili forme di abuso e a quanti hanno sofferto e soffrono per tali incresciosi fatti. Inoltre manifesta la piena fiducia nel lavoro della Magistratura, che auspica possa fare al più presto piena luce sull’intera vicenda.

La stessa Comunità rinnova la sua piena riconoscenza ed il costante sostegno con la preghiera a tutti i sacerdoti che lavorano generosamente per il bene delle anime a loro affidate e che ora, a motivo di questo scandalo, diventano facilmente oggetto di accuse generalizzate.

Il Beato Pino Puglisi sia per loro modello di mitezza e di serenità nel vivere gioiosamente il loro ministero sacerdotale e nell’abbracciare la croce quotidiana per il bene di tutti gli uomini.