Don Janssen: il veterinario che crede che la cura degli animali parta dalle persone.

Don Janssen: il veterinario che crede che la cura degli animali parta dalle persone.

L’Importanza della Relazione Umana

Don Janssen, veterinario esperto, ha compreso rapidamente che il suo rapporto con gli animali non poteva prescindere dall’interazione con le persone. Inizialmente, pensava che una maggiore affezione per gli animali rispetto agli esseri umani fosse un vantaggio. Un veterinario senior lo ha corretto, avvertendolo che, senza saper lavorare in armonia con gli altri, avrebbe trascorso la sua carriera in conflitto, a discapito degli animali.

Diplomato all’Università della California, Davis, nel 1978, Janssen ha costruito una carriera che ha contribuito a definire la medicina zoologica moderna. È diventato direttore dei servizi veterinari e successivamente vice-presidente della salute animale allo zoo di San Diego. Il suo lavoro spaziava dalla cura clinica di routine a interventi complessi per specie in pericolo, richiedendo spesso collaborazione tra istituzioni e discipline diverse.

Ricordiamo un caso emblematico: un giovanissimo orangotango di nome Karen ha superato un difficile periodo post-operatorio grazie agli sforzi coordinati di numerosi specialisti e volontari. Janssen ha considerato questi episodi non come vittorie tecniche, ma come testimonianze della cooperazione efficace tra i vari soggetti coinvolti.

La Leadership Servente di Janssen

I colleghi di Janssen lo descrivevano come una persona misurata, attenta e non incline a esercitare la propria autorità senza motivo. Ascoltava attentamente, dedicava tempo e si mostrava cauto nel giudicare gli altri. Questi non erano tratti casuali, ma abitudini fondamentali. Scriveva frequentemente del concetto di “leadership servente”, che si traduceva in pratiche quotidiane come costruire fiducia prima che sorgessero problemi, chiarire i ruoli per ridurre le tensioni e restare presenti nei momenti di crisi.

Molto del suo lavoro si rifletteva in incontri con gli animali, ma le sue lezioni erano orientate principalmente verso le persone. Un’oca, spesso derisa per la sua apparente stupidità, gli ha fatto riflettere sulla necessità di non giudicare gli altri secondo parametri inappropriati. Una panda che protegge il suo cucciolo è diventata un esempio di autocontrollo: la forza tenuta a freno per il bene di qualcosa di più piccolo e vulnerabile. Queste osservazioni non erano semplici metafore, ma effetti di una realtà da trasferire in un contesto dove gli esiti sono meno evidenti ma altrettanto significativi.


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