Diritti delle terre indigene: il fulcro della conservazione secondo Michael Painter.

Michael Painter: Un Pioniere dei Diritti Indigeni nella Conservazione Ambientale

Michael Painter, antropologo ecologico e collaboratore della Wildlife Conservation Society (WCS) dal 1997, ha dedicato gran parte della sua carriera a integrare conservazione, diritti delle popolazioni indigene e sviluppo rurale. In Bolivia, ha lavorato per rafforzare i legami con le organizzazioni indigene nel Gran Chaco e nel Grande Madidi, contribuendo a titoli e alla gestione di vaste terre indigene.

La sua visione si è concentrata su un approccio basato sui diritti umani nella conservazione, comprendente misure di protezione per la ricerca che coinvolge le comunità e un riconoscimento più forte dei diritti e della governance indigena. Painter ci ha lasciato il 11 febbraio 2026, lasciando un’eredità significante nel campo dei diritti umani e della sostenibilità ambientale.

Il Ruolo delle Comunità Indigene nella Conservazione

Nel Chaco boliviano, gli Isoceño Guaraní non avevano bisogno di conservazionisti per comprendere che la loro terra era sotto pressione. La crescente attività agricola minacciava il loro territorio, e l’organizzazione Capitanía de Alto y Bajo Izozog (CABI) aveva già obiettivi territoriali ben definiti. Ciò di cui avevano bisogno erano esperti in scienze, supporto legale e risorse finanziarie per trasformare le loro rivendicazioni in diritti riconosciuti.

Grazie alla collaborazione con WCS, CABI ha sviluppato la proposta per il Parco Nazionale Kaa-Iya del Gran Chaco, istituito dalla Bolivia nel 1995. Con un’estensione di 3,4 milioni di ettari, rappresentava una delle più grandi aree protette del Sud America. CABI è diventata co-amministratrice del parco, facilitando meccanismi per la protezione delle terre indigene attraverso la legge di riforma agraria boliviana. Grazie a queste iniziative, sono stati intitolati 273.000 ettari per gli Ayoreode e 560.000 ettari per gli Isoceño Guaraní, oltre ad altre terre per 43 comunità Chiquitano. WCS evidenzia che questo processo ha fissato precedenti per il riconoscimento dei diritti sulle terre indigene in Bolivia.

Formazione e Iniziative di Pianificazione

Michael Painter è entrato a far parte di WCS nel 1997 per dirigere il progetto Kaa-Iya. La sua carriera si era sviluppata partendo da un dottorato in antropologia all’Università della Florida, per poi lavorare all’Istituto per l’Antropologia dello Sviluppo a Binghamton, New York. Qui ha condotto ricerche sullo sviluppo rurale, sull’uso della terra e sui rapporti di potere. La sua pubblicazione nel 1985 sugli aspetti socio-culturali a Santa Cruz ha ulteriormente alimentato il suo interesse per le dinamiche sociali legate all’ambiente.

Completando il suo percorso professionale, ha contribuito come consulente al Dipartimento della Fauna Selvatica e dei Parchi Nazionali del Botswana, dove ha valutato sistemi di gestione comunitaria delle risorse naturali. Sebbene i temi trattati cambiassero, la sua attenzione rimaneva sempre rivolta all’impatto economico e sul potere nella gestione delle risorse naturali.

La Pubblicazione e la Scritto in Fase Avanzata

Nel 1995 ha collaborato con William Durham della Stanford University per pubblicare The Social Causes of Environmental Destruction in Latin America, un libro che sfidava le narrazioni sempliste su come la crescita demografica influenzi il degrado ambientale. Gli editori sostenevano che l’accesso ineguale alla terra, la povertà e le concessioni a interessi potenti avessero un ruolo cruciale nelle pratiche distruttive.

Kaa-Iya ha offerto a Painter l’opportunità di applicare queste teorie in un contesto pratico. Era interessato non solo a consultare le comunità indigene, ma a chi avesse realmente il potere e l’informazione necessaria per prendere decisioni. Ha formato tecnici indigeni nella raccolta e interpretazione dei dati ecologici, rafforzando la posizione delle comunità di fronte a governanti e aziende.

Direzione e Innovazione in Conservazione

Successivamente, Painter è diventato direttore nazionale di WCS in Bolivia e Peru, poi ha diretto il programma amazzonico. Ha portato avanti iniziative di supporto con le autorità delle aree protette, sostenendo le organizzazioni indigene che cercavano di esercitare il controllo sui territori limitrofi. Nel 2008, 372.000 ettari della Territori Indigeno Tacana I furono titolati in gran parte limitrofo al Madidi.

L’impegno di Painter è stato riconosciuto con l’implementazione di un approccio basato sui diritti umani alla conservazione, creando l’Iniziativa per i Diritti Umani in Conservazione. Ha guidato il Comitato di Revisione Istituzionale per la ricerca che coinvolgeva soggetti umani, contribuendo a stabilire standard etici e di governance per il lavoro della WCS.

L’Impatto e la Leggibilità del Suo Lavoro

La vita di Painter non è stata priva di sfide: ha affrontato il compito di cambiare le pratiche delle organizzazioni di conservazione. Le sue idee hanno influenzato molti progetti, anche se non senza difficoltà, in quanto le dinamiche politiche sottostanti alle attività di conservazione hanno implicazioni concrete sulle vite delle comunità. In un articolo del 2014 per Mongabay, ha osservato che le aree protette sono fondamentali ma non sufficienti: la conservazione richiede un’azione oltre i loro confini.

Painter ha sottolineato l’importanza del riconoscimento dei diritti delle terre e delle risorse delle comunità indigene sia per preservare la biodiversità sia per costruire un sostegno politico alla conservazione. Ha sempre mantenuto un atteggiamento pragmatico, sottolineando la necessità di costruire istituzioni capaci di gestire conflitti e negoziazioni.

Nonostante i suoi successi, Painter ha lasciato il suo posto nella WCS per una breve esperienza alla Gordon and Betty Moore Foundation nel 2015, per poi tornare nel 2017 contribuendo al programma diritti e comunità di WCS.

Un Eredità Indelebile

Michael Painter ha avuto un impatto duraturo su diverse generazioni di professionisti impegnati nelle intersezioni tra diritti umani e conservazione. Colleghi e amici lo ricordano per il suo pragmatismo, la pazienza e la generosità, qualità che gli hanno permesso di navigare situazioni complesse e costruire alleanze solide. La sua perdita, avvenuta senza preavviso, ha lasciato un vuoto profondo in una comunità che si affida al suo lavoro e alla sua passione per la giustizia sociale e ambientale.

Non dimenticheremo il suo contributo alla lotta per i diritti dei popoli indigeni e alla conservazione della biodiversità nel mondo.

Fonti

  1. Mongabay. (2026). Michael Painter put Indigenous land rights at the center of conservation.
  2. Wildlife Conservation Society (WCS) Official Website.
  3. Scientific American. Diverse articoli su conservazione e diritti umani.
  4. University of Florida. Programma di antropologia.

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Luigi Salemi: