Dieci anni dopo la morte di Berta Cáceres, combattere le minacce agli ambientalisti è fondamentale.

Il Lasciato di Berta Cáceres

Il 3 marzo 2016, il mondo ha perso un’importante voce per la giustizia ambientale: Berta Cáceres, attivista honduregna, è stata assassinata per la sua lotta contro il progetto idroelettrico Agua Zarca. Questo crimine ha segnalato un momento cruciale nella storia della difesa ambientale, evidenziando la crescente violenza contro chi difende il pianeta e i diritti delle comunità locali. Nel decimo anniversario della sua morte, la direttrice del Goldman Environmental Prize, in un recente intervento, ha dichiarato che l’era dell’impunità per tale violenza è finita. La forza e la capacità di difendere gli attivisti ambientali stanno crescendo.

Berta Cáceres, vincitrice del Goldman Environmental Prize nel 2015, ha fermato con successo il progetto Agua Zarca, proteggendo il fiume Gualcarque e la sua comunità indigena. Il suo assassinato, orchestrato da esecutivi della compagnia costruttrice della diga, ha scatenato una reazione globale, trasformandola in un simbolo di coraggio e sacrificio. Oggi, il suo volto è presente su una banconota in Honduras, onorando la sua memoria e ispirando una mobilitazione collettiva per la sicurezza degli attivisti ambientali.


La Violenza contro gli Attivisti Ambientali

Recentemente, un gruppo di esperti indipendenti ha rilasciato un rapporto dettagliato sulla morte di Cáceres, identificando un’operazione criminale coordinata per eliminare l’opposizione al progetto idroelettrico. Questi avvenimenti evidenziano un allarmante modello di violenza contro chi si batte per la giustizia ambientale. Secondo Global Witness, dal 2012, oltre 2.253 attivisti ambientali sono stati assassinati nel mondo, con una particolare incidenza in America Latina. Questo fenomeno si ripete in diversi paesi, rendendo l’attivismo ambientale un’impresa rischiosa, specialmente in quelli dove la legge è debole.

Nel 2024, nazioni come Colombia, Guatemala, Messico, Brasile e Filippine sono state indicate come le più pericolose per gli attivisti ambientali. Le statistiche di Global Witness rivelano che l’opposizione all’estrazione mineraria rimanente la causa principale di tali omicidi. Gli indigeni e i piccoli agricoltori sono tra i più colpiti; in un solo anno, almeno 45 difensori della terra sono stati uccisi o scomparsi. Questo evidenzia la necessità urgente di proteggere i difensori dell’ambiente e di garantire che possano perseguire il loro lavoro senza timore di rappresaglie.


Le Iniziative per la Sicurezza degli Attivisti

Per affrontare le crescenti minacce, è fondamentale che i governi e le organizzazioni della società civile lavorino insieme. È fondamentale rendere sicuri gli attivisti affinché possano svolgere il loro lavoro senza paure. L’accordo di Escazú, firmato nel 2018 da 24 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, rappresenta un passo significativo in questo senso. Questo trattato internazionale è il primo a fornire protezioni specifiche per i difensori dei diritti umani ambientali, chiedendo agli stati di garantire un ambiente sicuro per il loro operato.

I progressi, seppur lenti, sono incoraggianti. Diversi attivisti, come Francia Márquez, vincitrice del Goldman Prize, hanno affrontato attacchi violenti ma continuano a combattere per i diritti delle loro comunità. Il suo coraggio dimostra che, nonostante le sfide, esiste una speranza per il futuro degli attivisti ambientali.


Molti fondi filantropici sono stati creati per sostenere gli attivisti a rischio. L’Environmental Defenders Collaborative, fondata nel 2017, ha raccolto risorse per fornire supporto strategico e finanziario a coloro che affrontano intimidazioni e violenze. L’andamento crescente di preoccupazione da parte delle organizzazioni filantropiche è un segnale positivo, ma è essenziale che questi sforzi continuino a crescere.

Dopo il sacrificio di Berta Cáceres, il governo honduregno l’ha riconosciuta come eroina nazionale, rilasciando una nuova banconota con la sua immagine. Ciò testimonia l’impatto duraturo della sua vita sulla lotta per la giustizia ambientale e i diritti umani. Per proteggere il suo lascito, è fondamentale continuare a lottare contro la violenza verso coloro che difendono il pianeta, assicurandosi che possano svolgere il loro lavoro liberamente e senza minacce.

Michael Sutton è il direttore esecutivo della Goldman Environmental Foundation. Questo articolo è una riflessione sul ruolo cruciale degli attivisti nella protezione del nostro ambiente e sulla necessità urgente di garantire la loro sicurezza e libertà nel perseguire il bene del nostro pianeta.

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Luigi Salemi: