Delara Burkhardt: il secondo rinvio della EUDR mette a rischio il tempo necessario per agire

Normativa contro la Deforestazione dell’UE: Rallentamenti e Politica

Nel 2023, il Parlamento Europeo ha approvato una legge fondamentale volta a limitare l’importazione di beni e prodotti legati alla deforestazione. Questa legge, chiamata Regolamento dell’UE sulla Deforestazione (EUDR), ha ricevuto il favore di una larga maggioranza di legislatori come parte del Green Deal europeo. Le pressioni da parte di paesi produttori, come Brasile e Malesia, non sono riuscite a far deragliare la legislazione, che sembrava destinata ad entrare in vigore senza intoppi.

La situazione ha preso una piega diversa nel 2024, quando le elezioni europee hanno portato a una netta inversione di rotta, con l’ascesa di partiti di destra. Questo cambiamento ha comportato una revisione della legge, che è stata indebolita e i cui tempi di attuazione sono stati rinviati. Nel prosieguo dell’anno scorso, il Parlamento Europeo ha nuovamente deciso di posticipare l’entrata in vigore dell’EUDR, alimentando dubbi sulla sua effettiva attuazione.


Le Implicazioni Politiche dell’EUDR

Per capire meglio le dinamiche politiche dietro ai ritardi della legge e il loro impatto sull’agenda ambientale dell’UE, abbiamo intervistato Delara Burkhardt, europarlamentare tedesca e negoziatrice principale dell’EUDR per il gruppo dei Socialisti e Democratici. Burkhardt, una delle più giovani membri del Parlamento, ha evidenziato che i ritardi non sono legati a problemi tecnici, ma sono decisioni politiche.

La mancanza di volontà da parte di alcuni settori industriali, in particolare quelli legati all’industria forestale, è uno dei motivi principali di questo rallentamento. Tali gruppi sostengono di non essere pronti a soddisfare le esigenze previste dall’EUDR. Paradossalmente, quelli che ora chiedono il rinvio sono gli stessi attori critici nei confronti della legge fin dall’inizio.

Le aziende che hanno già investito per adeguarsi alla normativa si trovano a essere emarginate, creando un problema di ambizione e responsabilità climatica all’interno dell’UE. L’Unione si sta muovendo dietro le aziende meno pronte a prendere in carico le proprie responsabilità, invece di sostenere quelle che vogliono fare la differenza.


Ma chi sono i più attivi oppositori? Secondo Burkhardt, le industrie che si sentono più ostacolate dall’EUDR, come quella dell’olio di palma e della gomma, hanno alzato la voce. Anche alcuni paesi, in particolare quelli del Sud-est asiatico come Malesia e Indonesia, si sono opposti, spingendo per un allentamento delle normativa.

Ma non è solo una questione locale: anche gli Stati Uniti hanno espresso forti critiche, in particolare per quanto riguarda le normative che potrebbero influenzare le esportazioni di soia, carne bovina e prodotti forestali. La resistenza statunitense si basa su un’idea di sovranità commerciale: non ritenere accettabile che l’UE stabilisca standard per prodotti che entrano nel proprio mercato.

Burkhardt ha sottolineato che l’EUDR è fondamentale affinché le aziende europee possano effettivamente monitorare la provenienza delle loro materie prime. Ogni minuto, 100 alberi vengono abbattuti, e l’importazione di materie prime come cacao, caffè e olio di palma contribuisce significativamente a questo problema. È necessario rendere le aziende europee responsabili e garantire che le loro filiere siano prive di deforestazione.


L’intervista ha messo in luce che il rinvio della legge può avere conseguenze devastanti. Se le aziende non possono fidarsi della stabilità della legislazione, esitano a investire nella trasparenza delle filiere. La collaborazione tra tutti gli attori della catena di approvvigionamento è fondamentale, soprattutto in settori come quello del cacao, dove le strutture sono spesso fragili e i piccoli agricoltori rappresentano una parte significativa della produzione.

Le preoccupazioni di Burkhardt riguardano anche l’immagine globale dell’UE come leader nella legislazione ambientale. La crisi climatica sta colpendo duramente, con eventi estremi come incendi boschivi e inondazioni che aumentano in frequenza e intensità. Le pressioni economiche e le tensioni geopolitiche vengono sfruttate da chi non ha mai voluto misure ambientali ambiziose, tradendo le aspettative dei cittadini europei.

L’inevitabile domanda è: l’UE sarà in grado di far rispettare il Regolamento sulla Deforestazione in un contesto politico così instabile? Se il rinvio continua, il rischio è che la legge venga messa da parte.

Fonti ufficiali:
1. Parlamento Europeo, Relazione sull’EUDR.
2. Mongabay, approfondimenti su deforestazione e politiche ambientali.
3. Commissione Europea, comunicati stampa sui progressi del Green Deal.

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Luigi Salemi: