Crollo animale in Kenya: la siccità provoca fame e sofferenza tra le specie.

Crollo animale in Kenya: la siccità provoca fame e sofferenza tra le specie.

In Somalia, dove la popolazione è storicamente vulnerabile alla siccità, oltre 3 milioni di persone hanno lasciato le loro case, cercando rifugio nei campi per sfollati interni. Tuttavia, il supporto umanitario non basta: il 70% degli sfollati nella città di Baidoa sopravvive con un pasto al giorno o meno, come riportato da Islamic Relief, che ha aggiunto che i bambini nei campi mostrano “segni visibili di malnutrizione e deperimento”.

Gli esperti concordano nel dire che gran parte di quanto sta accadendo è causato dai cambiamenti climatici. L’Oceano Indiano è diventato più caldo, alimentando alcune delle tempeste tropicali più distruttive degli ultimi anni. Contestualmente, le condizioni di siccità sono diventate più lunghe, intense e severe.

Questo scenario è devastante per gli africani, la cui economia si basa principalmente su un’agricoltura dipendente dalle piogge, rendendoli vulnerabili agli eventi meteorologici estremi. Molti agricoltori segnalano che l’aumento delle temperature riduce i pascoli per il bestiame e uccide i loro raccolti.

L’Africa è particolarmente vulnerabile agli eventi meteorologici estremi poiché ha meno risorse per prepararsi a catastrofi naturali. Nonostante contribuisca solo dal 3% al 4% delle emissioni globali, secondo l’ONU, il continente è tra i più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il supporto umanitario e l’interesse internazionale sono essenziali per affrontare queste crisi in corso, ma senza un impegno costante, la situazione potrebbe continuare a peggiorare, minacciando la vita di milioni di persone.

Fonti ufficiali:
– Nazioni Unite
– Organizzazione Mondiale della Sanità
– Islamic Relief


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