Crisis globale degli oceani in aumento, ma la governance sta migliorando, secondo rapporto ONU.
Particolare importanza è data alla connessione tra la salute degli oceani e il benessere umano. Il rapporto sottolinea che la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza, l’identità culturale e la prosperità economica dipendono da un oceano sano. Ad esempio, le piccole pescherie impiegano oltre 60 milioni di persone e producono più di 25 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Tuttavia, le comunità indigene e locali costiere che dipendono dagli oceani sono spesso marginalizzate e non hanno accesso sicuro alle risorse o partecipazione nella governance.
Infine, il rapporto esorta a valorizzare la conoscenza delle comunità indigene e dei proprietari tradizionali, affermando che i modelli di governance che incorporano tale conoscenza hanno maggiori probabilità di raggiungere risultati significativi in termini di ecosistemi marini e benessere. Si sottolinea, inoltre, l’importanza di coinvolgere queste popolazioni nei processi decisionali, come dimostrato dal riconoscimento ufficiale del consiglio circumpolare Inuit nell’ambito dell’Organizzazione Marittima Internazionale.
Fabien Cousteau, oceanografo e conservazionista, ha messo in evidenza l’urgenza delle sfide che i nostri oceani affrontano, ricordando che essi supportano “tutta la vita che conosciamo e di cui abbiamo bisogno”. Cousteau ha anche evidenziato che il rapporto della Valutazione Mondiale degli Oceani offre gli strumenti necessari per avviare soluzioni e correggere la rotta che abbiamo intrapreso. “Non è il momento di mollare”, ha affermato, “né di rimanere in silenzio”.
Per ulteriori informazioni, consulta le fonti ufficiali come il rapporto della Valutazione Mondiale degli Oceani delle Nazioni Unite e altri studi pertinenti.
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it
