Crisis globale degli oceani in aumento, ma la governance sta migliorando, secondo rapporto ONU.
Una delle scoperte principali del rapporto è che il riscaldamento degli oceani sta avvenendo a un ritmo accelerato, con circa il 16% del riscaldamento totale misurato dal 1955 che è avvenuto solo negli ultimi otto anni. Questa situazione provoca una serie di problemi marini, dalle fioriture algali al sbiancamento dei coralli e eventi meteorologici estremi. Inoltre, il riscaldamento contribuisce all’innalzamento del livello del mare, il cui tasso è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, passando da meno di 2 millimetri all’anno prima del 2015 a 4,3 millimetri nel 2023.
Il rapporto fa anche luce sul problema persistente dell’inquinamento da plastica: oltre 52 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica entrano ogni anno nei nostri mari, colpendo innumerevoli specie marine e gli ecosistemi di cui fanno parte. Inoltre, sono evidenziate le lacune nella nostra comprensione dell’habitat degli oceani profondi e della biodiversità ad essi associata. Secondo il rapporto, solo il 27,3% del fondale marino è stato mappato fino al 2025, lasciando incertezze significative riguardo le specie che vi abitano, oggi sempre più vulnerabili a pratiche di pesca invasive come la pesca a strascico.
