Cosa è successo alle imbarcazioni multate da Panama nel 2025 per pesca nel MPA?

Operazione Storica contro la Pesca Illegale in Panama

Nel gennaio 2025, il governo di Panama ha annunciato di aver catturato 16 imbarcazioni impegnate nella pesca illegale all’interno dell’area marina protetta di punta del paese, dichiarando quasta operazione la più grande mai condotta nella sua storia. Questo importante intervento dimostra l’impegno di Panama nel garantire che il 30% delle sue acque sia “effettivamente preservato e gestito” entro il 2030, in linea con il trattato internazionale “30 by 30” del 2022. Tuttavia, nell’arco dell’anno e mezzo successivo, il governo ha fornito poche informazioni sui dettagli del caso, sollevando domande sull’assegnazione delle responsabilità ai proprietari delle imbarcazioni.

Per fare chiarezza, Mongabay ha richiesto informazioni agli enti governativi panamensi e ha esaminato documenti governativi ottenuti tramite richieste di accesso alle informazioni da parte di un’organizzazione no-profit locale. Molte delle informazioni contenute in questo articolo, relative al numero e alla tipologia delle imbarcazioni coinvolte e allo stato delle procedure legali, non erano state comunicate prima.


Dettagli sull’Operazione e le Sanzioni Emesse

Due agenzie governative hanno irrogato multe a molti dei proprietari delle imbarcazioni, anche se alcuni casi sono stati archiviati e altre sanzioni sono state ridotte in seguito a ricorsi. La situazione delle procedure penali condotte dall’ufficio del pubblico ministero, un terzo ente governativo, rimane sconosciuta. I pescatori coinvolti hanno contestato le multe su più fronti, sostenendo ad esempio che non stavano effettivamente pescando. Una rappresentante di una no-profit panamense ha affermato che il governo non ha adottato misure sufficientemente severe nell’applicazione delle regole dell’area marina protetta (AMP) e che le informazioni non sono state gestite con la necessaria trasparenza, ma le agenzie responsabili hanno respinto tali critiche.

Le autorità panamensi hanno stabilito l’Area Marina Protetta Cordillera de Coiba nel 2015, ampliandola nel 2021 per comprendere circa 67.900 chilometri quadrati di ecosistema marino. Questa area, situata a decine di miglia al largo della costa nel Pacifico, è nota per la sua alta biodiversità, ospitando almeno 14 specie di mammiferi marini e predatori pelagici, tra cui squali a rischio critico di estinzione.


L’AMP fa parte del Corridoio Marino Tropicale Orientale, un network che collega le aree marine protette in Ecuador, Colombia, Panama e Costa Rica, con l’obiettivo di creare un’area di riserva transfrontaliera priva di pesca in una delle rotte migratorie marine più importanti al mondo.

Il 10 gennaio 2025, le autorità panamensi, anche grazie al supporto di un network di monitoraggio no-profit, hanno identificato attività di pesca potenzialmente illegali all’interno dell’AMP. Il 20 gennaio, dopo che i capitani delle imbarcazioni hanno ignorato gli avvertimenti di lasciare l’area, sono state sequestrate sette delle 21 imbarcazioni.

I registri governativi indicano che molte di queste imbarcazioni sono lunghe da 10,5 a 17,8 metri e dedicate principalmente alla cattura di tonni pinna gialla. Sono stati identificati anche dei gap inspiegabili nei monitoraggi di navigazione (VMS), con alcune imbarcazioni che hanno registrato fino a 39 interruzioni mentre si trovavano nell’AMP, suggerendo la possibilità di attività illecite.


Critiche alla Trasparenza e Efficacia delle Sanzioni

I processi relativi alle sanzioni sono stati gestiti in modo separato dalle agenzie, creando complessità nel sistema di enforcement. Dei sette pescherecci sequestrati, ARAP ha successivamente archiviato i casi poiché, per alcuni di essi, non c’erano informazioni satellitari sufficienti a dimostrare l’attività di pesca all’interno dell’AMP. Joana Abrego, manager legale della CIAM, ha contestato questa decisione, affermando che secondo la legge panamense le imbarcazioni avrebbero dovuto affrontare sanzioni.

Dal canto suo, il Ministero dell’Ambiente ha emesso sanzioni, compresa multe su 13 delle 21 imbarcazioni, sebbene il processo amministrativo non fosse ancora completato a causa degli appelli in corso. I proprietari delle imbarcazioni hanno contestato le sanzioni, affermando che non c’era evidenza diretta di pesca illegale.

I report degli attivisti locali indicano che ci sono forti preoccupazioni riguardo alla possibilità che il governo stia favorendo gli interessi di grandi imbarcazioni da pesca straniere, a discapito dei pescatori panamensi. Questo è ulteriormente complicato dalla “carta gialla” ricevuta nel 2019 dall’Unione Europea, a causa di una mancanza di controllo nella pesca che persiste fino ad oggi.


Prospettive Future e Impegni Internazionali

Nonostante le critiche, gli enti governativi affermano di seguire rigorosamente le procedure legali nel gestire i casi e di dimostrare la loro capacità di indagare e sanzionare potenziali violazioni delle norme dell’AMP. Carrasquilla di ARAP ha sostenuto che il riadattamento delle sanzioni in fase di appello è una parte normale del processo amministrativo e non una risposta alle proteste dei pescatori.

Recentemente, Panama ha annunciato che renderà disponibili i dati sul monitoraggio satellitare di quasi 200 imbarcazioni della flotta nazionale, inclusi i pescherecci, sulla mappa di Global Fishing Watch. Questa iniziativa rappresenta un passo avanti verso una maggiore trasparenza nel monitoraggio delle attività di pesca e nella tutela delle aree marine protette.

In questo contesto, la capacità delle autorità di controllare la pesca illegale nelle AMP sarà cruciale non solo per la conservazione degli ecosistemi marini, ma anche per il rispetto degli impegni internazionali assunti dal paese.

Fonti ufficiali:
– Mongabay
– Ministero dell’Ambiente di Panama
– Autorità Risorse Acquatiche di Panama (ARAP)


Edward Carver (2026). “Cosa è successo alle imbarcazioni catturate da Panama nel 2025 per pesca nell’AMP di punta?”. Mongabay News.

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Luigi Salemi: