Corsa dei calamari nel Pacifico meridionale spinge i regolatori a prendere misure urgenti.

Le sfide della pesca del calamaro gigante nel Pacifico del Sud

Recentemente si è svolta una riunione annuale dell’organismo di regolamentazione della pesca per il Pacifico del Sud, incentrata su una questione nota: la gestione di una delle più grandi flotte di pesca del calamaro al mondo, prima che l’elevata pressione di pesca la riduca a un livello insostenibile. Sebbene siano state introdotte alcune nuove misure di sicurezza, gran parte del lavoro difficile rimane ancora da affrontare, come riporta Francesco De Augustinis.

L’Organizzazione del Management della pesca regionale del Pacifico del Sud (SPRFMO) ha il compito di sovraintendere la pesca su circa 59 milioni di chilometri quadrati (22 milioni di miglia quadrate) di acque internazionali del Pacifico del Sud, cercando di portare ordine in una regione che è due volte più grande dell’Africa. In questo vasto mare, le flotte di pesca lontana mirano a specie che vanno dal tonnetto all’enorme calamaro volante, il quale ha dominato le discussioni di quest’anno.


Aumento della pressione di pesca e le sue conseguenze

La pesca del calamaro gigante (Dosidicus gigas) ha visto una rapida espansione negli ultimi vent’anni. Il numero di imbarcazioni dedicate alla pesca con jig per calamari nelle acque SPRFMO è passato da 14 nel 2000 a oltre 500 l’anno scorso, la maggior parte delle quali batte bandiera cinese. Tuttavia, i dati sulla pesca segnalano una marcata diminuzione delle catture, che sono passate da oltre 1 milione di tonnellate metriche nel 2014 a circa 600.000 tonnellate nel 2024. Gli scienziati esprimono preoccupazioni che la pressione di pesca stia superando la conoscenza delle risorse disponibili.

In risposta a queste preoccupazioni, i membri della SPRFMO hanno concordato di abbassare il numero massimo di imbarcazioni autorizzate a pescare calamari nella regione, passando da 766 a 651, riducendo anche il tonnellaggio complessivo della flotta. Dave Gershman, del Pew Charitable Trusts e presente come osservatore alla riunione, ha definito questa decisione come un riconoscimento della necessità di una maggiore supervisione della pesca. Tuttavia, questa misura potrebbe non avere effetti immediati, in quanto la flotta attuale è già inferiore al nuovo limite.


Problemi non risolti e condizioni di lavoro a bordo

Un problema più profondo rimane irrisolto. Il comitato scientifico della SPRFMO non è riuscito a completare un quadro di valutazione delle risorse per la specie, lasciando i regolatori senza le informazioni necessarie per stabilire limiti di cattura. I gruppi di pesca artigianale in Sud America hanno avvertito che i ritardi rischiano di compromettere i mezzi di sussistenza di decine di migliaia di pescatori che dipendono da questa pesca.

Inoltre, la riunione ha affrontato la crescente attenzione sulle condizioni di lavoro a bordo delle imbarcazioni da pesca di calamari. Indagini condotte da gruppi ambientalisti e giornalisti hanno documentato episodi di violenza, stipendi non pagati e altri abusi. I membri hanno convenuto di ampliare il monitoraggio delle imbarcazioni da pesca, combinando osservatori umani con sistemi elettronici in grado di rintracciare l’attività in mare. Il programma partirà modestamente, coprendo il 5% dei giorni di pesca nel 2027, con un raddoppio previsto due anni dopo.


Misure aggiuntive e trasparenza nella pesca

Ulteriori misure hanno rafforzato i controlli nei porti e lo scambio di informazioni tra i governi per ridurre la pesca illegale. Tuttavia, le richieste di maggiore trasparenza riguardo alla proprietà delle imbarcazioni non hanno ricevuto risposta. I progressi in altri ambiti sono stati più lenti. I piani per finalizzare una strategia di raccolta basata sulla scienza per il tonnetto sono stati nuovamente rimandati. Anche il dibattito sul dragaggio del fondo marino, che può danneggiare coralli e spugne nelle profondità oceaniche, si è concluso senza un accordo.

Per il momento, la SPRFMO ha intrapreso passi incrementali. Resterebbe da verificare se queste misure siano sufficienti a proteggere le risorse ittiche della regione. I membri hanno promesso di rivedere la gestione del calamaro nel 2027.

Fonti ufficiali: SPRFMO, Pew Charitable Trusts.


Immagine di copertura: un pescatore artigianale peruviano posa con un calamaro gigante. Immagine courtesy of National Society of Artisanal Fishing of Peru (SONAPESCAL).

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Luigi Salemi: