Speranza per lo squalo chitarra dello Sri Lanka, ora minacciato di estinzione funzionale.

La situazione critica degli pesci sega in Sri Lanka

Conosciuto per il suo muso a forma di sega, il pesce sega è attualmente considerato “funzionalmente estinto” nelle acque dello Sri Lanka, con l’ultimo avvistamento risalente al 2017. Tre specie di pesce sega in grave pericolo sono state storicamente segnalate in Sri Lanka: il pesce sega stretto (Anoxypristis cuspidata), il pesce sega a grande dentatura (Pristis pristis) e il pesce sega verde (P. zijsron). Queste specie sono classificate come in pericolo o in pericolo critico a causa della pesca intensiva, della perdita di habitat e della cattura accidentale. I ricercatori affermano che piccole popolazioni potrebbero ancora persistere e chiedono ulteriori indagini per identificare habitat potenziali da proteggere.

Il muso del pesce sega funge da arma e organo sensoriale, aiutandolo a cacciare prede in acque torbide. In Sri Lanka, tradizionalmente, vengono offerti alle chiese come segno di buona volontà.


La ricerca sul pesce sega

Colombo — Il pesce sega, un grande raggio, è facilmente riconoscibile grazie al suo lungo muso schiacciato e ai suoi bordi affilati, che formano una caratteristica “sega”. Nonostante sia una delle creature più straordinarie degli oceani, sono state condotte pochissime ricerche sui pesci sega in Sri Lanka. Questo vuoto di conoscenza ha spinto i ricercatori della Blue Resources Trust (BRT) di Colombo a indagare su una questione urgente: dove sono finiti tutti i pesci sega dello Sri Lanka?

Un’indagine su scala dell’isola, che ha intervistato 300 pescatori provenienti da 21 porti di pesca lungo la costa dello Sri Lanka, ha portato a risultati allarmanti. Nessuno dei pescatori sotto i 30 anni era in grado di identificare un pesce sega dalle fotografie. Tra coloro che avevano visto un pesce sega, circa la metà non lo incontrava dal 1992, e solo 32 avevano mai catturato uno.


Le testimonianze dei pescatori più anziani

Tuttavia, i pescatori più anziani avevano ricordi molto diversi. Molti di quelli oltre i 50 anni avevano incontrato pesci sega nelle acque dello Sri Lanka, suggerendo che un tempo queste popolazioni erano molto più abbondanti. Alcuni ricordavano di aver utilizzato i rostri dei pesci sega per costruire recinzioni per tenere lontani i cani randagi dai pesci in essiccazione. La memoria collettiva di questi pescatori si è rivelata una risorsa preziosa per la ricerca.

Secondo i dati disponibili, l’ultima cattura confermata di pesce sega nelle acque dello Sri Lanka risale al 2017, a Kuchchaveli, nel distretto di Trincomalee. “È stata un’incontro casuale,” afferma Buddhi Pathirana, un ricercatore che ha tracciato il pescatore. Colpito dal suo aspetto insolito, il pescatore aveva persino fotografato l’animale e incorniciato l’immagine.

La ricerca condotta dai ricercatori mostra che i pesci sega sono tra i pesci marini più minacciati al mondo, con tutte e cinque le specie vive attualmente classificate come in pericolo o in pericolo critico sulla Lista Rossa dell’IUCN.

Minacce alla sopravvivenza del pesce sega

Le interazioni con la pesca e la degradazione degli habitat critici sono i principali fattori alla base del declino dei pesci sega. Le acque costiere poco profonde, le estuari e le foci fluviali servono come importanti aree di riproduzione e nursery. Questi habitat, però, sono sempre più minacciati dalla sviluppo costiero, dall’inquinamento e dalle pratiche di pesca distruttive. I loro rostri, dotati di denti, si impigliano facilmente negli attrezzi da pesca, rendendoli particolarmente vulnerabili.

Nonostante il quadro allarmante, i ricercatori affermano che esiste ancora una speranza di recupero. L’analisi condotta ha documentato un pescatore che aveva catturato un pesce sega in acque brackish a Balapitiya, nel sud dello Sri Lanka. “I pesci sega utilizzano habitat brackish come aree di riproduzione e nursery,” spiega Thilakaratna.

Un simbolo culturale

In un’altra interessante scoperta, i ricercatori hanno incontrato numerose chiese nelle comunità costiere di pescatori, dove hanno trovato rostri di pesce sega conservati come offerte. “I pescatori offrono i rostri di pesce sega alle chiese come atti di gratitudine o per protezione in mare,” spiega Thilakaratna.

Queste pratiche culturali indicano che un tempo i pesci sega erano più comunemente avvistati e detenevano un valore simbolico nelle comunità costiere. Questi dati sollevano la possibilità di sforzi di conservazione a livello comunitario.


Strategie di conservazione

La conservazione efficace delle specie marine minacciate richiede azioni coordinate, che includano una legislazione robusta, aumento della consapevolezza tra i pescatori e incentivi, come risarcimenti per chi libera accidentalmente gli animali catturati. Un approccio simile in Sri Lanka potrebbe facilitare il recupero dei pesci sega, proteggendo allo stesso tempo altri gruppi di specie in grave pericolo.

La ricca biodiversità di squali e raggi dello Sri Lanka sostiene sia la salute degli ecosistemi che i mezzi di sussistenza costieri. Sebbene siano stati adottati provvedimenti, come il divieto di pesca di strascico e l’aumento della protezione marina, sono necessarie politiche più solide e basate sulla scienza per fermare il declino e promuovere il recupero delle specie.

Fonti ufficiali

  • Istituto per la Conservazione della Natura (IUCN)
  • Blue Resources Trust (BRT)
  • Ocean Rosy Research Organization

Per ulteriori informazioni sulla presenza storica dei pesci sega e sulla necessità di strategie di conservazione, visitare i siti web ufficiali come quello dell’IUCN e della Blue Resources Trust.

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Luigi Salemi: