Conservazione: la necessità di affrontare le questioni ancora irrisolte per il nostro ambiente.
Il Modello RACE: Riconoscimento e Azione
Gli autori, guidati da Moreangels Mbizah dell’azione di conservazione della fauna selvatica in Zimbabwe, tracciano le radici istituzionali della conservazione fino alla fine del XIX secolo. In quel periodo, le aree protette sono state istituite in paesaggi colonizzati attraverso rimozioni forzate e restrizioni sull’uso tradizionale del territorio. Le popolazioni indigene e le comunità rurali sono state frequentemente escluse in nome della preservazione della “natura incontaminata”. Sebbene la conservazione si sia evoluta nel tempo, gli autori sostengono che queste dinamiche storiche continuano a influenzare le pratiche odierne mediante “dipendenze dal percorso”: norme ereditate che continuano a privilegiare l’expertise esterna e il controllo centralizzato.
Una delle conseguenze più significative di questo approccio storico è la marginalizzazione persistente delle popolazioni indigene e delle comunità locali, in particolare nel Sud Globale. Questi gruppi sono spesso descritti come “portatori di interesse” o “beneficiari” piuttosto che come titolari di diritti con authority sui propri territori. Il linguaggio impiegato, sebbene sembri neutrale, cela sovente relazioni di potere diseguali. Anche i progetti ben intenzionati possono riprodurre gerarchie più vecchie se le comunità sono consultate solo dopo che le priorità sono state stabilite.
