Conoscenze indigene guidano la conservazione del quoll settentrionale in Australia.

Conoscenze indigene guidano la conservazione del quoll settentrionale in Australia.

Muuki Taylor, anziano Martu e ranger del team Kanyirninpa Jukurrpa (KJ), ha affermato che racconti di anziani riguardanti i quoll erano comuni. Insieme a Danielle Booth, altro ranger KJ, ha partecipato a viaggi di ricerca, co-guidati dal Dipartimento della Biodiversità, Conservazione e Attrazioni dell’Australia Occidentale, durante i quali i quoll sono stati catturati in fototrappole. Booth ha sottolineato l’importanza di questa specie per il popolo Martu, condividendo l’emozione di aver visto i “wiminyji” per la prima volta.

Harry Moore, scienziato di ricerca al DBCA e co-autore dello studio, ha dichiarato che la ricerca stabilisce un nuovo standard per la collaborazione tra la comunità scientifica occidentale e le comunità di Prima Nazione. Moore ha anche enfatizzato l’importanza di includere un riassunto in lingua indigena nel progetto, garantendo una comprensione chiara per la comunità e un consenso informato sull’uso del sapere culturale.

La ricerca ha messo in evidenza come le pratiche tradizionali di gestione del fuoco abbiano un impatto diretto sulla popolazione di quoll. Per millenni, i gruppi indigeni hanno gestito le loro terre attraverso pratiche di incendi controllati. Tuttavia, questi metodi hanno subito alterazioni o sono stati abbandonati a causa dell’espansione coloniale, causando cambiamenti nell’habitat per gli animali nativi.

Georgia Ward-Fear, biologa della conservazione e ricercatrice al Macquarie University, ha osservato che la modifica dei regimi di fuoco tradizionali ha avuto ripercussioni notevoli per molte specie in Australia, aumentando i rischi di incendi incontrollati e danneggiando gli habitat. Le pratiche di bruciatura tradizionale, più efficaci e gestibili, mostrano enormi benefici per la biodiversità.

Inoltre, la ricerca potrebbe fornire spunti per la conservazione del quoll settentrionale, particolarmente minacciato dalla presenza del rospo mandarino (Rhinella marina), una specie introdotta negli anni ’30. Le terre Martu sono considerate gli “ultimi bastioni” per il quoll settentrionale che non è già minacciato dai rospi, con popolazioni più consistenti e intatte.

Moore ha affermato che l’empowerment dei ranger indigeni è essenziale per assicurare un futuro alla specie, sottolineando che le terre indigene ospitano molte specie minacciate in aree spesso inaccessibili. Riconoscendo la loro profonda conoscenza del territorio, i popoli indigeni sono in una posizione unica per gestire queste terre utilizzando le loro conoscenze culturali consolidate.

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