Comunità indonesiane rivendicano terre dopo revoca dei permessi alle aziende.
Il villaggio di Natinggir, con 1.496 ettari di terra ancestrale, è solo uno dei luoghi in cui la popolazione indigena sta cercando di riappropriarsi delle proprie terre. “Non solo abbiamo perso la nostra terra agricola, ma anche le foreste tradizionali, che consideriamo sacre e che sono la nostra principale fonte d’acqua, sono state distrutte per far posto alle piantagioni di eucalipto,” ha dichiarato Sahala Pasaribu.
La situazione preoccupante è ulteriormente esacerbata dalla presenza di agenti di sicurezza di PT TPL che continuano a pattugliare le terre ancestrali, creando ansia e tensione tra le comunità. È fondamentale che il governo fornisca chiarezza legale per evitare ulteriori conflitti. In un caso emblematico, un anziano della comunità è stato incarcerato per aver bruciato erba su terreni che erano sotto concessione a PT TPL.
Richieste di chiarezza e giustizia
Un gruppo di rappresentanti di 29 comunità si è riunito a Jakarta a febbraio per discutere delle prossime azioni. Le loro richieste includono non solo la restituzione delle terre, ma anche la restaurazione degli ecosistemi danneggiati dalle piantagioni di eucalipto. Il governo deve rispettare i diritti degli indigeni e procedere al ripristino delle terre come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2012, che stabilisce che le foreste ancestrali non possono essere classificate come foreste statali.
“Abbiamo vissuto qui per 11 generazioni, ben prima dell’indipendenza dell’Indonesia nel 1945. Ora, dopo la revoca del permesso a TPL, chiediamo che la nostra terra venga restituita,” afferma Mangitua Ambarita, capo del villaggio di Sihaporas. Questa comunità, occupando 2.000 ettari di terreno, ha iniziato a riprendere possesso delle terre, esprimendo la necessità di chiarezza riguardo al futuro della loro proprietà.
Azioni future e speranze di ripristino
Le comunità indigene stanno facendo pressioni affinché il governo acceleri il processo di titolazione delle terre ancestrali, un passo fondamentale per ottenere riconoscimento legale. “Chiediamo che il governo continui a verificare la nostra identità come popolo indigeno, affinché il nostro status venga finalmente riconosciuto,” afferma Sahala.
Nel 2022, sei comunità hanno già ricevuto titoli di terra e il ritorno di 6.884 ettari. Questa esperienza offre speranza e un modello da seguire per le altre comunità che attendono giustizia.
Mentre le tensioni restano elevate, c’è un forte desiderio tra le comunità indigene di vivere in pace sulle terre ancestrali. Con la revoca dei permessi di PT TPL, si presenta una opportunità unica per il ripristino delle terre e la ricerca della giustizia sociale e ambientale in Indonesia. Le comunità non cercano solo la restituzione delle terre, ma anche un futuro sostenibile e rispettoso della loro cultura e identità.
Fonti ufficiali:
- Mongabay
- AMAN (Alleanza dei Popoli Indigeni dell’Arcipelago)
- KSPPM (Gruppo di Studio e Sviluppo dell’Iniziativa Comunitaria)
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