Il Commercio Illecito di Fauna Selvatica nella Regione dell’Hindu Kush Himalaya
Il commercio illecito di fauna selvatica nei paesi della regione dell’Hindu Kush Himalaya è aumentato di oltre il 100% dal 2019, secondo uno studio pubblicato nel gennaio 2026. Questo aumento nel traffico, che colpisce specie di carnivori, elefanti e pangolini, rappresenta una minaccia significativa per l’ecosistema fragile delle montagne e per le 1,8 miliardi di persone che dipendono dalla sua biodiversità. L’autrice, Vandana K., riferisce per Mongabay India.
L’Hindu Kush Himalaya (HKH), che ospita quattro hotspot di biodiversità globali, si estende per circa 3.500 chilometri attraverso otto paesi: Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Cina, Bhutan, Bangladesh e Myanmar.
Cause dell’Incremento del Traffico Illecito
Per analizzare la situazione nella regione, i ricercatori hanno studiato i dati sul commercio di fauna selvatica e le operazioni di sequestro dal 2001 al 2020. È emerso che India e Cina hanno registrato migliaia di incidenti di sequestro, con animali trafficiati per il commercio vivo, parti del corpo e medicina tradizionale. Il volume del commercio illecito di fauna selvatica è più che raddoppiato dal 2019 rispetto agli anni precedenti. Questo fenomeno preoccupa non solo per la perdita di biodiversità, ma anche per l’aumento del rischio di malattie zoonotiche, dato che più del 75% delle pandemie ha origine dalla fauna selvatica.
Lo studio ha evidenziato che l’aumento del commercio di fauna selvatica tra il 2019 e il 2021 è stato correlato alla pandemia di COVID-19. I lockdown hanno portato a una diminuzione della sorveglianza e dell’applicazione della legge, mentre le difficoltà economiche e le catene alimentari interrotte hanno spinto le comunità a basso reddito verso il bracconaggio. In India, si è registrato un aumento del 151% nel bracconaggio durante la pandemia, con incrementi anche in Nepal e Bangladesh.
Fattori Motivanti e Strategia per la Conservazione
Il commercio illecito è spinto dalla domanda dei consumatori per animali esotici e prodotti della fauna selvatica, utilizzati per la moda di lusso e per la medicina tradizionale. Per soddisfare questa domanda, una vasta varietà di specie e delle loro parti è entrata nel commercio transfrontaliero. I prodotti illegali vengono smuggitati attraverso frontiere porose e passaggi montani difficilmente monitorati. Come evidenziato da Kesang Wangchuk, co-autore dello studio e manager per la coesistenza uomo-fauna selvatica presso il Centro Internazionale per lo Sviluppo Integrato delle Montagne (ICIMOD) a Kathmandu, in Nepal, il monitoraggio è reso difficile dalle condizioni del terreno e dalla geografia complessa della regione.
L’aumento del commercio digitale di fauna selvatica è un’altra preoccupazione emersa dallo studio, con bande organizzate che operano tramite social media sotto nomi codificati. Babar Khan, co-autore dello studio e anch’egli dell’ICIMOD, ha segnalato un notevole incremento in questo tipo di traffico.
Raccomandazioni e Approcci Futuri
Gli autori dello studio suggeriscono di rafforzare le capacità istituzionali in materia di legislazione e applicazione delle leggi riguardanti il commercio illecito di fauna selvatica. È necessaria una maggiore cooperazione regionale attraverso organismi come il South Asia Wildlife Enforcement Network. Wangchuk ha sottolineato l’importanza di mappare le catene di approvvigionamento e i punti caldi del bracconaggio utilizzando immagini satellitari e tracciamento GPS, oltre a un’ulteriore indagine sulle piattaforme digitali.
Khan ha proposto un approccio “One Health”, una strategia che considera la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi come inseparabili. Queste azioni potrebbero contribuire a ridurre il traffico illecito e proteggere la biodiversità dell’Hindu Kush Himalaya, garantendo al contempo la sicurezza e la salute delle comunità locali.
Per ulteriori informazioni, consulta le fonti ufficiali come la World Wildlife Fund (WWF) e il Centro Internazionale per lo Sviluppo Integrato delle Montagne (ICIMOD).
Immagine di copertura: scale di pangolino indossate come bracciale portafortuna (a sinistra) e scaglie e artiglio utilizzati come talismano (a destra). Immagini fornite da D’Cruze N, Singh B, Mookerjee A, Harrington LA, Macdonald DW tramite Wikimedia Commons (CC BY 4.0).
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