Come il ‘potere delicato’ può proteggere la biodiversità tradizionale a Tokyo

Come il ‘potere delicato’ può proteggere la biodiversità tradizionale a Tokyo

Il progetto Zushi-Onoji, iniziato nel 1978 in risposta all’urbanizzazione rapida, funge da esempio emblematico. Sugiura, l’autrice dello studio e professoressa alla Sophia University, ha notato come il “gentle power” sia alla base del successo della cooperazione tra agricoltori locali, volontari e governo per mantenere l’area. Inizialmente, Tokyo aveva assunto appaltatori esterni, ma le comunità agricole realizzarono che questi mancavano di conoscenze tradizionali indispensabili per la gestione specifica del loro ecosistema. Negli anni ’90, gli agricoltori formarono un’associazione e proponendo un contratto di gestione al governo di Tokyo, acquisirono così la responsabilità del sito.

Attualmente, l’associazione si occupa della cura dell’ambiente circostante e della coltivazione del riso con l’aiuto di volontari. Tuttavia, i membri più anziani, custodi delle conoscenze tradizionali, stanno invecchiando, con la necessità urgente di coinvolgere le nuove generazioni.


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