Collegare habitat migliora i microbiomi animali e combatte le malattie, secondo uno studio.

La Connessione tra Habitat e Salute degli Anfibi

È risaputo che la dissociazione degli habitat terrestri e acquatici, essenziali durante le diverse fasi del ciclo di vita di una specie, può accentuare la loro vulnerabilità a malattie e contribuire a significative diminuzioni popolazionali. Un recente studio ha evidenziato un meccanismo specifico che gioca un ruolo in queste perdite. I ricercatori hanno analizzato gli effetti della divisione degli habitat sui microbiomi della pelle di diverse specie di rane nella Foresta Atlantica in Brasile, rilevando cambiamenti microbici che aumentano la suscettibilità delle rane al patogeno chytridi, responsabile di un drammatico declino degli anfibi a livello globale.

Le scoperte sottolineano l’importanza di progetti di conservazione mirati a proteggere e connettere habitat cruciali, come foreste e corsi d’acqua, utilizzati in varie fasi della vita delle specie. Solo così si può garantire una protezione efficace, non solo a livello macroscopico, ma anche per gli organismi a scala microbica.


Implicazioni della Frammentazione degli Habitat

Il fenomeno della divisione degli habitat, prima collegato al declino degli anfibi in uno studio del 2007, si verifica quando diversi “tipi” di habitat acquatici e terrestri, come foreste, torrenti e stagni, vengono separati da attività umane. Questa separazione ha già dimostrato di essere un motore di estinzioni locali di rane nella Foresta Atlantica in Brasile.

Nella ricerca pubblicata nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, gli scienziati hanno investigato l’effetto della “divisione degli habitat” sul microbioma di quattro specie di rane (Haddadus binotatus, Rhinella ornata, Boana faber e Ischnocnema henselii) che vivono in un habitat fortemente frammentato.


I risultati hanno mostrato che, dove gli habitat forestali e acquatici sono collegati, le rane ospitano una maggior diversità di microbi della pelle che inibiscono il patogeno fungino mortale Batrachochytrium dendrobatidis, noto come chytridi, responsabile di un massiccio calo di centinaia di specie di anfibi a livello globale. Al contrario, le rane che vivono in aree in cui questi habitat sono separati presentano un minor numero di microbi protettivi, rendendole più vulnerabili alle infezioni.

In effetti, due delle specie di rane campionate mostrano cariche più elevate di chytridi sulla pelle. La frammentazione degli habitat è un problema noto per la perdita della biodiversità, e gli autori dello studio suggeriscono che i loro risultati individuano un possibile meccanismo per tali declini, in cui la discontinuità degli habitat naturali indebolisce le difese microbiche degli anfibi, aumentando così la loro vulnerabilità alle malattie.


Daniel Medina, autore principale dello studio e docente di ecologia delle foreste tropicali, ha ribadito che questi risultati aggiungono complessità alla comprensione degli impatti della frammentazione degli habitat. “Non stiamo solo perdendo biodiversità su larga scala, ma anche i microbi simbiotici che vivono in questi animali”, ha osservato. Lo studio fornisce una prospettiva meccanicistica su come la perdita di microbi simbiotici possa rendere gli animali più suscettibili alle malattie.

Raquel Peixoto, co-presidente del Gruppo di Specialisti in Conservazione Microbica dell’IUCN, ha sottolineato l’importanza di considerare non solo le specie, ma anche i sistemi microbici che sono essenziali per la salute e la resilienza degli organismi. I ricercatori dimostrano chiaramente che la separazione degli habitat riduce l’accesso degli anfibi ai microbi ambientali, che aiutano a costruire e mantenere le loro difese cutanee.


Strategie di Conservazione Efficaci

Se da un lato il nuovo studio ha mostrato che la divisione degli habitat può degradare seriamente i microbiomi, dall’altro ha anche indicato una possibile soluzione: progetti di conservazione che mirano a proteggere e connettere sia gli habitat terrestri che quelli acquatici. Questa connessione potrebbe preservare non solo le specie a livello macroscopico, ma anche quelle a scala microbica, fungendo da difesa contro le malattie.

Ripristinare pezzi di foresta nella Foresta Atlantica, da solo, non sarà sufficiente per salvare gli anfibi se non si prendono in considerazione anche classi vitali di habitat per le rane, come torrenti e stagni. Quando i paesaggi sono collegati e intatti, gli animali che li attraversano sono esposti sia ai microbi ambientali sia a bassi livelli di patogeni, aiutando a mantenere comunità microbiche capaci di combattere malattie come il chytridi.


La ricerca suggerisce che la connessione degli habitat potrebbe formulare strategie di conservazione più efficaci. Riconnettere gli habitat attraverso corridoi faunistici potrebbe dimostrarsi particolarmente vantaggioso. Questa strategia conosciuta migliora il flusso genico tra popolazioni isolate, e per i nostri scienziati, ripristinare anche queste connessioni potrebbe aiutare gli animali a evitare le malattie, garantendo loro l’esposizione ai pool microbici ambientali necessari per assemblare e mantenere un microbioma sano.

Il team di ricercatori ha notato che sebbene la ricerca si sia concentrata solo sugli anfibi, gli effetti negativi della separazione degli habitat sui microbiomi selvatici e sui rischi di esposizione ai patogeni probabilmente si applicano a numerose altre specie. Molte specie di uccelli, pesci e mammiferi dipendono da habitat diversificati durante le varie fasi della loro vita per acquisire microbi benefici. Comprendere l’estensione di questo fenomeno in altre specie sarà fondamentale per le misure di conservazione urgenti.

Fonti ufficiali:

  • Becker, C. G., et al. (2007). Habitat split and the global decline of amphibians. Science, 318(5857), 1775-1777.
  • Becker, C. G., et al. (2023). Habitat split as a driver of disease in amphibians. Biological Reviews, 98(3), 727-746.
  • Medina, D., et al. (2026). Connecting habitats, boosting disease resistance: Spatial connectivity enhances amphibian microbiome defenses against fungal pathogen. Proceedings of the National Academy of Sciences, 123(17).

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Luigi Salemi: