Bangka-Belitung: Il Conflitto tra Umani e Coccodrilli
Bangka-Belitung, un’arcipelago al largo della costa di Sumatra, ha rappresentato oltre un quarto della produzione mondiale di stagno solo cinque anni fa. Tuttavia, la mining ha avuto un costo ambientale significativo: dal 2002 al 2024, il patrimonio forestale dell’isola ha subito una perdita del 36%, aggravata da una deforestazione già avvenuta nel XX secolo. Questo settore, di rilevante importanza a livello globale, è finito sotto la lente d’ingrandimento anche per un gigantesco caso di corruzione nel 2024, legato alla società di estrazione di stagno statale PT Timah e operatori di mining illegale. Le organizzazioni locali ambientaliste sottolineano che la deforestazione delle zone umide costiere ha portato a un aumento preoccupante dei conflitti tra umani e fauna selvatica, in particolare sul lato occidentale di Bangka.
BANGKA, Indonesia — I residenti di un insediamento costiero secolare, nel principale centro minerario di stagno del mondo, temono che il degrado ambientale abbia causato un incremento spaventoso di casi mortali violenti.
Nel febbraio scorso, il pescatore locale Jauhari è stato ucciso da un coccodrillo degli estuari (Crocodylus porosus), diventando così la ventunesima vittima negli ultimi cinque anni, secondo l’Alobi Foundation, un ente benefico locale.
Il coccodrillo marino, il rettile più grande del mondo, può superare i 6 metri di lunghezza e pesare fino a 2 tonnellate. A Bangka, solitamente, questi animali si muovono silenziosamente sotto la superficie di estuari e lagune. “Il numero crescente di attacchi è dovuto alla distruzione degli habitat degli estuari causati dal mining illegale e dall’espansione delle piantagioni di palma da olio,” ha dichiarato Suhadi, un residente di Menduk, un villaggio nell’ovest di Bangka.
Per molte persone, la morte di Jauhari rappresenta un chiaro segnale di come il danno ambientale possa introdurre nuove forme di violenza nelle comunità, un fenomeno che potrebbe intensificarsi a causa delle pressioni climatiche.
Uno studio pubblicato nel 2023 nella rivista Biological Conservation ha registrato 665 casi di attacchi di coccodrilli in Indonesia tra il 2017 e il 2019. L’Indonesia è il paese con il maggior numero di attacchi di coccodrilli a livello globale, come riportato dal database CrocAttack.
Le Cause dei Conflitti tra Umani e Coccodrilli
A lungo termine, i cambiamenti climatici potrebbero aumentare ulteriormente il rischio di incontri tra umani e coccodrilli, cambiando sia i comportamenti umani che quelli animali. Le temperature elevate fanno sì che le persone trascorrano più tempo in acqua, mentre il metabolismo dei coccodrilli aumenta con il calore. Ma qui a Bangka, esperti locali e salvatori di animali temono che l’estrazione per le catene di approvvigionamento globali sia la causa principale di questo conflitto.
Suhadi ha affermato che “fino a 1.000 ettari di piantagioni di palma da olio e circa 250 siti di mining illegale hanno invaso le zone umide di Menduk”. Il fiume Menduk, lungo 42 chilometri, ha supportato le popolazioni locali fin dal VII secolo, ma oggi è minacciato dalla minaccia della deforestazione e dell’attività mineraria illegale.
Le piantagioni di palma da olio hanno sostituito questi ecosistemi tradizionali, alterando la vita degli abitanti del villaggio e riducendo le risorse di pesce e biodiversità. “La perdita di habitat spesso coincide con l’espansione degli insediamenti umani, intensificando le attività intorno alle acque abitate dai coccodrilli,” hanno notato i ricercatori indonesiani.
Negli ultimi due decenni, oltre un terzo delle foreste primarie di quest’isola è andato perduto, portando conseguenze ambientali devastanti, come la contaminazione delle fonti d’acqua e il verificarsi di frane più frequenti. Inoltre, il rapido degrado ambientale ha scatenato conflitti tra umani e fauna selvatica, in particolare nei confronti dei coccodrilli, che ora entrano in contatto sempre più frequentemente con le persone.
“I coccodrilli, i cui habitat sono stati distrutti, migrano verso altre aree con habitat ancora sani,” ha dichiarato Endi R. Yusuf dell’Alobi Foundation. “Ma poi si scontrano per il territorio e il cibo, diventando aggressivi, anche nei confronti degli esseri umani.” Innanzitutto, è fondamentale fermare la distruzione delle zone umide per rallentare il conflitto.
Per affrontare la crescente crisi degli habitat, l’Alobi Foundation ha chiesto la creazione di una riserva naturale in grado di accogliere i coccodrilli. “Una zona protetta è assolutamente necessaria nelle isole Bangka-Belitung,” ha affermato Endi, aggiungendo che sono state individuate zone umide intatte nel distretto di Bangka Centrale, idonee a tale proposta.
Il presidente del villaggio di Jada Bahrin, Asari, si è dimesso a marzo, citando pressioni per approvare l’attività mineraria illegale lungo il fiume Menduk. Molti residenti affermano di avere paura di entrare in acqua a causa del rischio di attacchi da parte dei coccodrilli.
I dati disponibili sugli incontri tra umani e coccodrilli indicano che queste paure sono ben fondate. “I conflitti con i coccodrilli si verificano in tutti i distretti delle isole Bangka-Belitung e sono diventati un problema annuale dal 2008,” ha dichiarato Endi. Questa situazione non solo porta a vittime umane, ma anche alla morte di numerosi coccodrilli stessi.
L’impatto delle attività estrattive, in combinazione con l’uso insostenibile delle risorse, ha messo in luce la necessità di una governance ambientale più rigorosa. “Non basta creare un’area di conservazione per i coccodrilli,” afferma Jessix Amundian, direttore dell’organizzazione no-profit locale Tumbek for Earth. “È essenziale ripristinare le condizioni dei fiumi, delle zone umide e delle mangrovie.”
Questa crisi ambientale ha ripercussioni significative sulle comunità locali, dal deterioramento delle risorse idriche a una crescente insicurezza alimentare. La distruzione delle zone umide, quindi, non è solo una questione ecologica, ma una questione di vita e di attese per le comunità. È tempo di prendere decisioni consapevoli e sostenibili.
Fonti
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it