La Civetta Maculata: Uno Scenario Critico in Cambogia
La civetta maculata (Viverra megaspila) è un piccolo carnivoro in pericolo di estinzione che vive in alcune aree forestali del Sud-est asiatico. Un recente studio ha rivelato che questi mammiferi notturni stanno affrontando un grave rischio di estinzione locale nel Santuario della Fauna Selvatica Srepok (SWS) in Cambogia, un tempo considerato un rifugio globale per questa specie.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Pacific Conservation Biology, ha analizzato un decennio di dati raccolti da fototrappole nel santuario, evidenziando un crollo della densità della popolazione della civetta maculata tra il 2009 e il 2019. Si stima che la densità sia diminuita tra il 75% e il 95%, passando da circa 9 individui ogni 100 chilometri quadrati a meno di 1 individuo nello stesso spazio. Se questa tendenza continua, le proiezioni indicano che la civetta potrebbe estinguersi dal santuario entro il 2034.
Confronto con la Civetta Indiana
Durante lo stesso periodo, la densità della popolazione della civetta indiana (Viverra zibetha), una specie correlata, è invece triplicata, passando da 2 a 7 individui per 100 km². Questa crescita potrebbe essere attribuita a diversi fattori che influenzano il destino divergente delle due specie.
La civetta maculata è conosciuta per avere un tasso di riproduzione lento, solitamente partorendo solo due piccoli all’anno durante una rigida stagione riproduttiva, che si presume avvenga tra novembre e aprile. In contrapposizione, la civetta indiana ha un ciclo riproduttivo che si estende per tutto l’anno e produce cucciolate più numerose, consentendole di affrontare meglio le elevati tassi di mortalità causati da caccia e trappole.
Sebbene non ci siano prove dirette della caccia alla civetta maculata nell’area studiata, i ricercatori segnalano un aumento significativo di trappole indiscriminate, divenute il principale fattore del declino della fauna selvatica nel luogo. Entrambe le specie di civette sono minacciate, ma la bassa capacità riproduttiva della civetta maculata la rende notevolmente più vulnerabile.
In aggiunta, si osserva che la scomparsa di predatori apicali come leopardi (Panthera pardus) e dholes (Cuon alpinus) dal santuario potrebbe aver innescato un fenomeno chiamato “rilascio di mesopredatori”. Questa situazione si verifica quando le popolazioni di carnivori più piccoli aumentano per occupare il vuoto ecologico lasciato dalla diminuzione o estinzione dei predatori superiori. Secondo lo studio, questo rilascio ha avvantaggiato la civetta indiana, un predatore generalista, mentre la civetta maculata, specializzata nelle foreste secche di pianura, non è riuscita ad approfittare della situazione a causa dell’aumentata pressione dovuta ai cani domestici e alla degradazione dell’habitat.
Le scoperte suggeriscono che la popolazione centrale delle civette maculate nel santuario potrebbe essere scesa da 166 individui nel 2009 a soli 9 nel 2019. Se non verranno intraprese misure di intervento, Srepok potrebbe perdere uno dei suoi abitanti più unici, seguendo il destino di altre estinzioni locali come quelle di leopardi e tigri (Panthera tigris).
Azione Urgente per la Conservazione
Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di azioni di conservazione immediate. È fondamentale rafforzare l’applicazione delle leggi, organizzare rimozioni di trappole da parte delle comunità locali e sviluppare programmi di incentivo “amici della fauna selvatica” per gli abitanti del luogo. Inoltre, è necessario condurre ricerche urgenti sull’ecologia riproduttiva della civetta maculata per verificare se la riproduzione in cattività o la gestione intensiva possa contribuire a salvare queste civette dall’estinzione totale nel santuario.
La perdita di questa specie non rappresenterebbe solo una tragedia ecologica, ma anche un grave colpo per il patrimonio naturale della Cambogia. La civetta maculata, con la sua unicità, è un simbolo della biodiversità che caratterizza la regione e la sua estinzione potrebbe avere impatti a lungo termine sugli ecosistemi locali.
Fonti:
– Pacific Conservation Biology
– IUCN Red List of Threatened Species
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