È partita dal porto di Augusta la Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria composta da oltre 50 imbarcazioni dirette verso Gaza con l’obiettivo di portare aiuti alla popolazione palestinese e sfidare il blocco imposto da Israele. A supportare l’iniziativa c’è anche la nave Arctic Sunrise, appartenente all’organizzazione Greenpeace, impegnata nel fornire assistenza tecnica e operativa lungo il viaggio.
Secondo quanto dichiarato da Chiara Campione, direttrice esecutiva di Greenpeace Italia, la presenza della nave rappresenta un atto di solidarietà concreta: «Le navi di Greenpeace sono nate per stare dove il diritto viene violato e dove l’ingiustizia viene normalizzata. Essere accanto alla flotilla significa sostenere una missione civile e pacifica che afferma un principio fondamentale: nessun popolo può essere lasciato senza aiuti e protezione».
Supporto tecnico e missione umanitaria in mare
La storica rompighiaccio è arrivata nei giorni scorsi a Siracusa, dove si è ricongiunta con circa quaranta imbarcazioni partite da Barcellona il 16 aprile. Da lì, il gruppo ha unito le forze con le barche italiane per proseguire verso il Mediterraneo orientale.
A bordo dell’Arctic Sunrise operano sei ingegneri che stanno fornendo assistenza tecnica alle imbarcazioni della flotilla, intervenendo su motori e impianti elettrici per garantire condizioni di navigazione sicure. Il supporto non si limita agli aspetti tecnici: la nave sta anche distribuendo rifornimenti alimentari, facilitando il trasferimento di personale medico tra le barche e svolgendo operazioni di rimorchio tramite i propri gommoni.
La missione viene descritta dagli organizzatori come un’iniziativa civile e pacifica, con l’obiettivo di rispondere a quella che definiscono una grave crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Gli aggiornamenti sul viaggio e sulle tappe della flotilla sono disponibili attraverso i canali ufficiali del movimento.