Cinque arresti per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso
Negli stessi istanti una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania intercettò tre scooter con sei persone a bordo, tutte travisate da passamontagna e con le targhe occultate.
Scattò l’inseguimento di uno dei mezzi. Durante la fuga il passeggero cadde e lanciò in un terreno una pistola calibro 9×21 con colpo in canna, risultata rubata durante un furto in abitazione.
L’uomo venne bloccato e trovato con indosso una rudimentale protezione balistica realizzata con libri, coperte e nastro isolante. Fu arrestato con le accuse di tentato omicidio premeditato in concorso, porto e detenzione illegale di armi, ricettazione ed evasione dagli arresti domiciliari, con l’aggravante mafiosa.
Le immagini ricostruiscono il conflitto a fuoco
L’attività investigativa della Squadra Mobile, supportata dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, ha consentito di ricostruire nel dettaglio la dinamica della sparatoria.
Secondo gli investigatori, un commando composto da sei persone a bordo di tre scooter raggiunse la piazza iniziando a sparare contro un gruppo di giovani.
Due ragazzi presenti nella piazza, avvertiti dell’arrivo degli scooter da un altro giovane, invece di fuggire impugnarono delle pistole e risposero al fuoco.
Uno dei due, arretrando verso il parco, sparò contro gli assalitori ma venne colpito, rimanendo ferito insieme ad altri due giovani e abbandonando una pistola semiautomatica recuperata successivamente dalla polizia.
L’altro, nascosto dietro il chiosco, esplose anch’egli alcuni colpi contro gli scooter in fuga.
Gli arresti e la ricostruzione del commando
Nella stessa notte del 12 giugno venne individuato e arrestato anche il minorenne rimasto ferito durante il conflitto a fuoco. Dopo le dimissioni dall’ospedale fu accompagnato al Centro di Prima Accoglienza e successivamente trasferito all’Istituto Penale Minorile di Catania Bicocca.
Nei giorni successivi gli investigatori identificarono anche il secondo giovane che aveva risposto agli spari dal lato del chiosco. L’uomo, irreperibile dopo la sparatoria, fu rintracciato il 17 giugno a San Giovanni Galermo e condotto nel carcere di Bicocca.
Le indagini hanno quindi consentito di identificare anche gli altri cinque componenti del gruppo armato che erano riusciti a fuggire.

