Cinque anni dopo l’oleodotto Wakashio, incertezze persistono in Mauritius.
L’Impatto Ambientale e La Risposta della Comunità
Il 25 luglio 2020, la MV Wakashio si è schiantata contro i coralli, da quel momento il petrolio ha cominciato a fuoriuscire. La situazione è peggiorata rapidamente, colpendo aree vitali come il Parco Marino di Blue Bay e la Riserva Naturale di Ile aux Aigrettes. Stando alle stime di un gruppo governativo, il naufragio ha influenzato circa 96 km² di habitat costieri e marini, inclusi coralli e mangrovie.
Dopo la catastrofe, molti abitanti di Mauritius hanno deciso di intervenire nella pulizia, nonostante il cattivo odore del petrolio. La comunità locale ha utilizzato metodi artigianali per arginare l’olezzo e limitare la diffusione del petrolio. I residenti, privati dell’assistenza di squadre internazionali a causa delle restrizioni COVID-19, hanno dimostrato una straordinaria solidarietà, gettando sacchi di sabbia per creare barriere. Tuttavia, questa iniziativa ha portato a complicazioni, danneggiando ulteriormente i fondali corallini.
Se le immagini del disastro hanno avuto un impatto negativo sul turismo, l’attenzione pubblica è calata rapidamente, rendendo difficile ottenere compensazioni adeguate per le comunità di pescatori colpite.
La scarsità di informazioni ufficiali sui danni causati dall’incidente ha alimentato preoccupazioni tra i cittadini. Domande su circa 50 delfini morti, rinvenuti poco dopo la fuoriuscita di petrolio, sono rimaste senza risposta. Le indagini indicano che tali decessi potrebbero essere stati provocati da un’indagine idrografica avviata dal governo a richiesta degli armatori della nave, un’azione che ha sollevato molti sospetti tra la popolazione.
Attualità e Futuro della Conservazione Marittima a Mauritius
A cinque anni dal disastro, il profumo di petrolio non è totalmente scomparso da alcune aree vulnerabili come i mangrovieti di Vieux Grand Port. La situazione è tale che esperti locali avvertono che i rischi per l’ecosistema potrebbero rimanere elevati. Le conseguenze sugli habitat marini risultano essere gravi e complessemente interconnesse. Le praterie di corallo stanno cambiando, mentre gli ecosistemi di mangrovie mostrano segni di stress, e le popolazioni ittiche locali continuano a diminuire.
In risposta alla crisi, il governo mauritiano ha avviato iniziative per migliorare la gestione delle aree marittime sensibili attraverso la creazione di Aree Pericolose da Evitare (ATBAs) e di Aree Marittime di Eccellenza (PSSAs). Si tratta di misure necessarie per tutelare gli ecosistemi vulnerabili e salvaguardare le specie marine.
