Ciclone Harry e frana di Niscemi: il bilancio del primo mese di emergenza

A un mese dall’emergenza provocata dal ciclone Harry e dalla frana che ha colpito Niscemi, la Presidenza della Regione Siciliana traccia un primo bilancio degli interventi messi in campo per sostenere cittadini, imprese e infrastrutture danneggiate. Subito dopo gli eventi calamitosi è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale e ottenuto quello nazionale, con l’attivazione di una cabina di regia e la creazione di un fondo complessivo da 681 milioni di euro, di cui 588 milioni provenienti dalla programmazione extraregionale Fesr e Fse 2021-2027 e 93 milioni da risorse regionali.

Aiuti agli sfollati e monitoraggio della frana a Niscemi


Nel comune di Niscemi prosegue l’assistenza alle famiglie evacuate. Sono in corso le erogazioni dei contributi per l’autonoma sistemazione (Cas), tra 400 e 900 euro: finora sono stati concessi 252 benefici su circa 440 richieste, con un importo medio di 800 euro. Per la prima fase è stato previsto un plafond di 2,5 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ulteriori risorse per la seconda fase.

Il sindaco è stato nominato soggetto attuatore degli interventi sul territorio, mentre la Regione ha messo a disposizione 16 alloggi dello Iacp di Caltanissetta. La Protezione Civile della Regione Siciliana ha già trasferito al Comune un milione di euro per le spese emergenziali e attivato una sede distaccata dell’ufficio del commissario nel palazzo municipale per supportare i cittadini nelle richieste di contributo.

Sul fronte della sicurezza, sono stati stanziati 2 milioni per le indagini e il monitoraggio della frana e altri 3,5 milioni per la fase successiva. All’interno della palestra comunale è stata allestita una struttura con posti letto e una mensa per gli sfollati e le squadre operative, mentre i volontari collaborano con la Questura per il controllo degli accessi alla zona rossa. L’assessorato alla Salute ha inoltre disposto l’esenzione totale dal ticket sanitario per un anno per tutti i residenti dell’area interessata.

Sostegni alle imprese e moratorie sui mutui


Per favorire la ripresa delle attività economiche, il governo regionale guidato da Renato Schifani ha pubblicato due avvisi destinati alle imprese colpite dal ciclone e dalla frana, con contributi a fondo perduto fino a 20 mila euro cumulabili con altri aiuti. Le misure, gestite da Irfis FinSicilia, dispongono di una dotazione iniziale di 23 milioni di euro e scadono il 28 febbraio.

La finanziaria regionale ha inoltre previsto la moratoria dei mutui per le aziende danneggiate (domande entro il 10 marzo). Tra le altre iniziative, la sospensione dei canoni delle concessioni demaniali marittime per i lidi balneari, procedure semplificate per la ricostruzione delle strutture e l’istituzione di una sottocommissione della Cts per accelerare le autorizzazioni. Per il comparto pesca e acquacoltura sono stati stanziati 3 milioni di euro di ristori.

Interventi urgenti su porti e viabilità

Il dipartimento regionale Tecnico, attraverso gli uffici del Genio civile, sta gestendo interventi in somma urgenza per la messa in sicurezza di porti e infrastrutture viarie per un valore complessivo di 18,3 milioni di euro. Tra gli scali marittimi interessati figurano Lampedusa, Stazzo e Pozzillo ad Acireale, Catania-Ognina, Riposto e Stromboli, con lavori già avviati o in fase di partenza; altri interventi sono in corso di affidamento a Portopalo di Capo Passero, Ustica, Levanzo, Marsala e in diversi approdi dell’area etnea e delle isole minori.

Sul fronte della viabilità, per circa 6,8 milioni di euro, sono già in esecuzione lavori urgenti a Linosa e nei lungomare di diversi centri ionici messinesi, mentre risultano in fase di affidamento opere stradali ad Alia, Altofonte e nello stesso territorio di Niscemi. A questi si aggiungono gli interventi gestiti direttamente dai Comuni e ulteriori lavori per 19,3 milioni per i quali è stata richiesta la copertura finanziaria alla Protezione civile nazionale.

Un primo bilancio in attesa della ricostruzione

Le misure adottate nel primo mese hanno puntato a garantire assistenza immediata alla popolazione, sostegno al tessuto produttivo e ripristino delle infrastrutture strategiche. La fase successiva sarà dedicata al completamento delle attività di monitoraggio, alla definizione dei piani di ricostruzione e al reperimento delle ulteriori risorse necessarie per il ritorno alla normalità nei territori colpiti.

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