Ciclone Harry e frana di Niscemi: il bilancio del primo mese di emergenza
Per favorire la ripresa delle attività economiche, il governo regionale guidato da Renato Schifani ha pubblicato due avvisi destinati alle imprese colpite dal ciclone e dalla frana, con contributi a fondo perduto fino a 20 mila euro cumulabili con altri aiuti. Le misure, gestite da Irfis FinSicilia, dispongono di una dotazione iniziale di 23 milioni di euro e scadono il 28 febbraio.
La finanziaria regionale ha inoltre previsto la moratoria dei mutui per le aziende danneggiate (domande entro il 10 marzo). Tra le altre iniziative, la sospensione dei canoni delle concessioni demaniali marittime per i lidi balneari, procedure semplificate per la ricostruzione delle strutture e l’istituzione di una sottocommissione della Cts per accelerare le autorizzazioni. Per il comparto pesca e acquacoltura sono stati stanziati 3 milioni di euro di ristori.
Interventi urgenti su porti e viabilità
Il dipartimento regionale Tecnico, attraverso gli uffici del Genio civile, sta gestendo interventi in somma urgenza per la messa in sicurezza di porti e infrastrutture viarie per un valore complessivo di 18,3 milioni di euro. Tra gli scali marittimi interessati figurano Lampedusa, Stazzo e Pozzillo ad Acireale, Catania-Ognina, Riposto e Stromboli, con lavori già avviati o in fase di partenza; altri interventi sono in corso di affidamento a Portopalo di Capo Passero, Ustica, Levanzo, Marsala e in diversi approdi dell’area etnea e delle isole minori.
Sul fronte della viabilità, per circa 6,8 milioni di euro, sono già in esecuzione lavori urgenti a Linosa e nei lungomare di diversi centri ionici messinesi, mentre risultano in fase di affidamento opere stradali ad Alia, Altofonte e nello stesso territorio di Niscemi. A questi si aggiungono gli interventi gestiti direttamente dai Comuni e ulteriori lavori per 19,3 milioni per i quali è stata richiesta la copertura finanziaria alla Protezione civile nazionale.
Un primo bilancio in attesa della ricostruzione
Le misure adottate nel primo mese hanno puntato a garantire assistenza immediata alla popolazione, sostegno al tessuto produttivo e ripristino delle infrastrutture strategiche. La fase successiva sarà dedicata al completamento delle attività di monitoraggio, alla definizione dei piani di ricostruzione e al reperimento delle ulteriori risorse necessarie per il ritorno alla normalità nei territori colpiti.
