La visione del mondo di Thomas Crowther e il suo libro “Nature’s Echo”
Thomas Crowther, ecologo britannico di fama mondiale, esplora nei suoi scritti come i feedback loop influenzino non solo gli ecosistemi, ma anche il clima, la psicologia umana e il cambiamento sociale. Nel suo nuovo libro, “Nature’s Echo”, Crowther propone un approccio alla conservazione più integrato, in cui gli ecosistemi sono visti come sistemi auto-rinforzanti piuttosto che come soggetti a interventi isolati. Secondo l’autore, ottimismo e comportamento non sono elementi secondari, ma cruciali per influenzare i risultati ambientali.
In un’intervista con il fondatore e CEO di Mongabay, Crowther espone le sue idee su restaurazioni ecologiche, resilienza ambientale e il ruolo degli individui nei cambiamenti sistemici. La sua carriera è stata segnata da grandi affermazioni riguardo a piccole cose, come semi, terreni e progetti locali di restaurazione, tutti parte di un sistema più grande di cause ed effetti.
Nel suo libro, Crowther sottolinea che i feedback loop non sono solo presenti nella natura, ma influenzano anche la formazione delle stelle e il cambiamento climatico. Da quando ha fondato il Crowther Lab all’ETH di Zurigo, è diventato un punto di riferimento nel campo dell’ecologia globale. La sua ricerca ha contribuito a far luce sull’importanza della restaurazione dell’ecosistema nel contrasto al cambiamento climatico. La pubblicazione di un articolo nel 2019 su Science che evidenziava il potenziale per aumentare la copertura arborea ha attirato attenzione a livello mondiale e acceso dibattiti tra scienziati.
Oltre alla sua ricerca, Crother è stato co-presidente del comitato consultivo dell’UNC Decade on Ecosystem Restoration e fondatore di Restor, una piattaforma open-data che collega iniziative di conservazione in tutto il mondo. La sua notorietà ha destato anche controversie, come dimostra il suo recente passaggio dall’ETH all’istituto Branch, dovuto a dubbi sulle procedure professionali. Crowther ha negato ogni pratica illecita e ha affermato che qualsiasi errore procedurale fosse involontario.
I feedback loop come strumento di cambiamento
Il libro di Crowther affronta anche il tema delle narrazioni, analizzando come le percezioni plasmino le risposte degli individui e come un sistema possa passare rapidamente da uno stato all’altro. Queste questioni ecologiche si intrecciano con quelle umane. Crowther rievoca la sua infanzia, quando la sua passione per la natura è emersa mentre osservava lucertole in vacanza. Questo interesse lo ha spinto a vedere il mondo naturale come un sistema complesso. La sua convinzione è che i feedback loop siano componenti magici, capaci di generare crescita o distruzione a seconda delle dinamiche coinvolte.
Non si limita a suggerire che la restaurazione ecosistemica consista semplicemente nel piantare alberi. Crowther crede che il recupero diventi sostenibile solo quando la natura migliora la vita delle persone, creando così incentivi per la protezione della natura stessa. Un bosco restaurato, ad esempio, può supportare la salute e le entrate locali, favorendo ulteriori recuperi. Le tecnologie come l’energia rinnovabile e le diete a base vegetale sono per Crowther non solo scelte individuali, ma segnali di sistemi in fase di auto-rafforzamento che, una volta avviati, possono generare slancio indipendentemente dagli sforzi iniziali.
Crowther si interessa anche a segnali meno evidenti di cambiamento ecologico, come la bioacustica. Ascoltando i suoni di un ecosistema, è possibile misurare la sua complessità e la salute, poiché ogni suono rappresenta una frequenza di vita che indica lo stato dell’ambiente circostante. Le eco-scenografie sane, secondo Crowther, sono quei suoni che l’umanità riconosce istintivamente come positivi, conferendo loro un valore intrinseco. Questo tema è ricorrente nell’intero libro, dove lo scambio tra ecologia e psicologia si fa intenso, ricco di spunti per riflessioni personali.
Ogni piccola azione ha il potere di generare effetti di vasta portata. Crowther afferma che un approccio basato su ottimismo, piuttosto che sulla paura o sull’ansia, può contribuire a catalizzare le azioni necessarie per affrontare i cambiamenti climatici e sociali. La speranza non è solo un concetto astratto: è un vero e proprio prerequisito per il successo ambientale.
Infine, Crowther invita i lettori a riflettere su come possono contribuire a questi feedback loop collettivi. Azioni quotidiane come scegliere prodotti ecologici o partecipare attivamente a progetti di conservazione possono avere ripercussioni significative. Ogni gesto, anche il più piccolo, può attivare cicli virtuosi capaci di trasformare il nostro ambiente e migliorare le vite delle persone.
Se desideri approfondire gli argomenti trattati, ti invitiamo a consultare la fonte originale dell’intervista su Mongabay e sul libro “Nature’s Echo” disponibile presso le principali librerie.
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