Catania-Ragusa-Siracusa, è scontro sul 118. Castro: “Prima dei giudizi, tutti i dati”

Catania-Ragusa-Siracusa, è scontro sul 118. Castro: “Prima dei giudizi, tutti i dati”

Lavorare negli uffici del 118 - sicilianews24.it - Fonte: Depositphotos

Ambulanze ferme, carenza di personale, manutenzione e numerose eccedenze: sulle criticità del servizio 118 nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa interviene il presidente della SEUS 118 Riccardo Castro, che invita a leggere la situazione alla luce di tutti i dati disponibili e a distinguere le responsabilità dei diversi soggetti che concorrono al funzionamento del sistema di emergenza-urgenza.

“La prima cosa che ritengo doverosa è riportare il confronto sul terreno dei dati e dei documenti”, afferma Castro, sottolineando che la SEUS non intende sottrarsi alle verifiche. La società, spiega il presidente, ha trasmesso all’Amministrazione regionale una relazione articolata sulla situazione. Ma, secondo Castro, c’è un elemento da chiarire: l’attività ispettiva richiamata nelle ricostruzioni non avrebbe interessato direttamente la SEUS.

“Non risultano accessi ispettivi presso la Società, né risultano acquisiti direttamente dalla SEUS dati e documenti relativi alla disponibilità dei mezzi, alla manutenzione, alla sostituzione delle ambulanze, al personale e alle misure adottate per garantire la continuità del servizio”, sostiene il presidente. Da qui la richiesta di una valutazione che tenga conto anche della documentazione prodotta dalla società.

Ambulanze ferme, la SEUS: “La componente principale è la carenza di personale”

Uno dei temi al centro delle polemiche riguarda i fermi tecnici delle ambulanze. Castro non nega il problema, ma invita a scomporre il dato complessivo.

Nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 agosto 2026, nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, la media giornaliera sarebbe stata di 3,27 fermi tecnici dovuti a guasti o problemi di efficienza della flotta, 5,58 legati alla mancanza di personale autista-soccorritore e 0,81 alla mancanza di personale sanitario.

“Non è corretto trasformare il dato complessivo dei fermi in un dato che rappresenti esclusivamente un problema di mezzi o di manutenzione”, sottolinea Castro. La componente principale, secondo i dati forniti dalla SEUS, sarebbe dunque quella legata alla carenza di personale.

La carenza di autisti-soccorritori

Per il presidente della SEUS, il problema dell’organico non è recente. La società, sostiene Castro, avrebbe segnalato la progressiva riduzione del personale già nel novembre 2022, chiedendo anche la possibilità di ricorrere alla somministrazione di lavoratori nelle more delle assunzioni stabili.

Il fabbisogno sarebbe stato successivamente aggiornato fino ad arrivare, nel Piano assunzionale 2026-2027, a 344 unità aggiuntive considerate necessarie nell’immediato e a 425 assunzioni complessive previste nel biennio, anche alla luce delle ulteriori fuoriuscite di personale.

La SEUS, aggiunge Castro, avrebbe inoltre predisposto gli atti necessari per avviare la procedura concorsuale.

“Non ritengo corretto rappresentare la carenza di personale come il risultato di una semplice inerzia della SEUS”, afferma il presidente, spiegando che una società pubblica partecipata non può procedere autonomamente alle assunzioni senza rispettare vincoli normativi e procedure autorizzative.

Il monitoraggio quotidiano delle postazioni

Nel frattempo, secondo quanto riferito da Castro, la società avrebbe organizzato un sistema quotidiano per cercare di garantire la copertura del servizio nonostante le carenze di organico.

Alle 7 e alle 19 viene effettuato un raccordo con le Centrali Operative per verificare la disponibilità delle postazioni. Entro le 7:30 e le 19:30 viene quindi programmato l’impiego delle risorse e, quando necessario, viene disposto il riposizionamento del personale.

La priorità, spiega Castro, viene assegnata alle postazioni con equipaggio autista-soccorritore e alle postazioni medicalizzate. Un lavoro che, secondo il presidente, viene svolto ogni giorno per mantenere il maggior livello possibile di continuità del servizio.

La flotta: 234 nuove ambulanze tra il 2021 e il 2023

Altro punto della replica riguarda lo stato della flotta. Castro ricorda che tra il 2021 e il 2023 sono state acquistate e progressivamente messe in servizio 234 nuove ambulanze Peugeot.

Al primo gennaio 2026, la dotazione complessiva era di 324 ambulanze. Nel corso del 2026 sono state inoltre acquistate altre 23 nuove ambulanze destinate al bacino di Catania, mentre sarebbe stata definita la procedura per ulteriori 88 mezzi.

Numeri che, secondo il presidente della SEUS, dimostrerebbero l’impegno della società nel rinnovamento della flotta e renderebbero necessario distinguere il problema dei mezzi dalle altre criticità che incidono sul funzionamento del servizio.

Manutenzione, cambiato il modello di gestione

Castro interviene anche sulle criticità legate alla manutenzione delle ambulanze, distinguendo tra la situazione del passato e l’attuale organizzazione.

“Nel precedente modello gestionale erano emerse criticità negli interventi manutentivi e nei tempi di ripristino”, spiega. La società sarebbe intervenuta formalmente nei confronti dell’affidatario e avrebbe successivamente modificato il modello di gestione, anche attraverso il ricorso a officine convenzionate.

Per il presidente, quindi, occorre distinguere le problematiche manutentive emerse negli anni precedenti dal modello attualmente in vigore, che sarebbe stato modificato proprio con l’obiettivo di ridurre quelle criticità.

Eccedenze, oltre 14 mila nel 2025

Un altro nodo riguarda le cosiddette eccedenze, cioè le situazioni nelle quali le richieste di intervento determinano un impiego di risorse superiore a quello inizialmente previsto.

Nel 2025, nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, sono state registrate 14.494 eccedenze a fronte di 149.922 interventi 118. Nel solo periodo gennaio-giugno 2026 le eccedenze sarebbero state 8.591.

Castro richiama però anche un altro dato: nei primi otto mesi del 2026 le missioni complessive sarebbero state 118.461, mentre gli eventi con missione risultano inferiori. La differenza è di 13.361 mezzi inviati in più, pari a oltre l’11 per cento.

“Naturalmente l’impiego di più mezzi può essere pienamente giustificato dalla complessità di un evento”, precisa Castro. Proprio per questo, secondo il presidente, sarebbe necessario analizzare caso per caso le modalità con cui le risorse vengono assegnate e utilizzate.

“Non tutte le criticità possono essere attribuite alla SEUS”

È questo il punto centrale della posizione espressa dal presidente della società. Secondo Castro, il funzionamento del 118 è il risultato dell’interazione di diversi livelli organizzativi e non può essere ricondotto esclusivamente all’attività della SEUS.

“La gestione delle chiamate, la valutazione dell’evento, l’assegnazione e il coordinamento delle risorse e la gestione delle eccedenze appartengono alla sfera delle Centrali Operative e degli altri soggetti istituzionali competenti”, spiega.

La SEUS, invece, assicura la componente operativa territoriale affidata alla società. Da qui la necessità, secondo Castro, di evitare sovrapposizioni nell’attribuzione delle responsabilità.

“Confondere questi due livelli significa rischiare di attribuire a un soggetto responsabilità che appartengono ad altri”, sostiene.

La richiesta alla Regione: “Guardare tutti i dati”

Castro non nega l’esistenza delle criticità e sottolinea che devono essere affrontate. Contesta però l’idea che possano essere automaticamente ricondotte a un unico soggetto.

Secondo il presidente, la relazione della SEUS dimostrerebbe che la società ha segnalato il fabbisogno di personale, adottato misure straordinarie per garantire la continuità del servizio, rinnovato la flotta, modificato il sistema manutentivo e organizzato un monitoraggio quotidiano delle risorse.

La richiesta rivolta alla Regione è quindi quella di un’analisi complessiva: “Guardare i dati, tutti i dati”.

“Se ci sono responsabilità della SEUS, siamo pronti a risponderne”, afferma Castro, chiedendo però che vengano esaminati anche gli altri fattori che incidono sul funzionamento del 118: dall’organizzazione delle Centrali alla gestione delle chiamate, dall’assegnazione delle risorse alle eccedenze, dalla permanenza delle ambulanze nei Pronto Soccorso alla disponibilità del personale sanitario, fino all’organizzazione territoriale e alle modalità di utilizzo dei mezzi.

“Gli operatori SEUS lavorano ogni giorno per garantire il servizio”

Il presidente conclude rivolgendosi direttamente ai cittadini siciliani, ricordando che il 118 rappresenta un servizio essenziale e che l’obiettivo deve essere quello di migliorarne il funzionamento.

“Gli operatori SEUS ogni giorno lavorano per garantire il servizio nonostante difficoltà oggettive, carenza di personale e criticità organizzative”, afferma.

La società, ribadisce Castro, non chiede di essere sottratta alle verifiche, ma che queste siano “complete, documentate e riferite alle effettive competenze di ciascun soggetto”.

“Individuare correttamente le responsabilità non significa difendere qualcuno. Significa, prima di tutto, capire davvero dove nasce il problema e intervenire dove il problema nasce”, conclude.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *