Catania, completate le prime due case della Comunità: tutto sull’iniziativa

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Sanità di prossimità, completate due Case della comunità nel Catanese, un investimento strategico per il territorio

La nuova sanità di prossimità compie un passo avanti in provincia di Catania con il completamento di due Case della comunità a Mirabella Imbaccari e Grammichele. Gli interventi, finanziati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, hanno comportato un investimento complessivo superiore ai 2,6 milioni di euro. Le strutture rappresentano un tassello fondamentale della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, pensata per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e alleggerire la pressione sugli ospedali.

A segnare ufficialmente il passaggio dalla fase dei lavori a quella organizzativa e gestionale è stato il sopralluogo effettuato oggi dal direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, accompagnato dal direttore sanitario Giovanni Francesco Di Fede. La visita ha permesso di verificare lo stato degli interventi conclusi e di fare il punto sul percorso che porterà all’attivazione completa dei servizi previsti nelle due strutture.

Al sopralluogo hanno preso parte anche i sindaci dei due comuni interessati, Giovanni Ferro per Mirabella Imbaccari e Giuseppe Greco per Grammichele. La loro presenza ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra l’Asp e le amministrazioni locali nella realizzazione di un modello di sanità più vicino alle esigenze delle comunità. Le Case della comunità, infatti, sono concepite come presidi integrati, capaci di dialogare con il territorio e con i servizi sociali.

“Con oggi si conclude una fase e se ne apre un’altra”, ha dichiarato Laganga Senzio, evidenziando come il completamento delle opere strutturali rappresenti solo l’inizio di un percorso più ampio. Entro giugno 2026, ha spiegato, le Case della comunità dovranno essere pienamente operative. In questa fase sarà fondamentale accompagnare i cittadini nella conoscenza dei servizi e nella loro corretta fruizione, affinché le strutture diventino un punto di riferimento reale per l’assistenza sanitaria di base.

Un ringraziamento ai professionisti coinvolti


Il direttore generale ha voluto esprimere un ringraziamento a tutti i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione dei progetti. Un lavoro corale che ha coinvolto l’Unità operativa complessa Tecnico, il distretto sanitario, i responsabili dei procedimenti, i tecnici e gli uffici aziendali. Un impegno svolto, ha sottolineato Laganga Senzio, con competenza e senso di responsabilità, nel rispetto delle tempistiche e degli obiettivi fissati dal Pnrr.

Il sopralluogo ha confermato che le due Case della comunità sono state completamente rinnovate. Gli edifici sono ora dotati di nuovi arredi e attrezzature sanitarie e rispondono agli standard normativi, strutturali, impiantistici e funzionali previsti per la nuova rete dell’assistenza territoriale. Si tratta di spazi pensati per essere accoglienti, accessibili e funzionali, in grado di ospitare diversi servizi in un’unica sede.

Il modello della sanità di prossimità



Le Case della comunità rappresentano uno degli elementi chiave della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr. L’obiettivo è garantire cure più vicine ai cittadini, favorendo la presa in carico dei pazienti, soprattutto quelli cronici e fragili, e promuovendo un approccio multidisciplinare. In questo modello, la prevenzione e la continuità assistenziale assumono un ruolo centrale.

Nei prossimi mesi l’attenzione si sposterà sull’organizzazione dei servizi e sull’integrazione dei professionisti che opereranno all’interno delle strutture. L’Asp di Catania è chiamata ora a trasformare edifici rinnovati in presidi sanitari pienamente funzionanti, capaci di rispondere ai bisogni reali della popolazione. L’obiettivo finale è costruire una sanità più efficiente, accessibile e vicina alle comunità locali.

Ludovico Belmonte: