Caso Rugolo, la Cassazione conferma la condanna: tre anni di carcere per il sacerdote
Le indagini, coordinate dalla Procura di Enna, fecero emergere un quadro definito dagli inquirenti particolarmente grave anche all’interno del gruppo giovanile “360”, fondato proprio da Rugolo e frequentato da oltre 200 ragazzi, molti dei quali minorenni. Nel corso del processo sarebbero emerse altre vittime e un contesto nel quale alcuni comportamenti, comprese molestie fisiche e palpeggiamenti, venivano fatti passare come semplici “goliardate”.
La Cassazione ha inoltre ammesso le parti civili: Antonio Messina, assistito dall’avvocata Eleanna Parasiliti Molica, i genitori Michele Messina e Rita Cappa, rappresentati dall’avvocato Giovanni Di Giovanni, l’associazione Rete l’Abuso, assistita dall’avvocato Mario Caligiuri, e l’associazione Contro Tutte le Violenze, rappresentata dall’avvocata Irina Mendolia.
“Sono anni che combattiamo, che attraversiamo lunghi giorni, mesi, anni per la verità e per la giustizia. Continueremo a farlo”, ha dichiarato Antonio Messina dopo la decisione della Suprema Corte. “La giustizia italiana ha deciso. Auspico ora che anche la Chiesa faccia la propria parte”.
