Casamonica chiede sconto di pena per le condizioni del carcere, caldo e poco spazio
A presentare l’istanza è stato l’avvocato Marco Traina, difensore di Casamonica, che ha evidenziato una serie di problematiche relative alle condizioni di detenzione all’interno dell’istituto penitenziario palermitano.
Secondo il legale, il detenuto avrebbe vissuto in celle con spazi inferiori a quelli previsti, prive di adeguati sistemi di riscaldamento durante l’inverno e di condizionamento nei mesi estivi, caratterizzati da temperature particolarmente elevate.
Tra le criticità segnalate figurano inoltre l’assenza di acqua calda, docce dalle quali fuoriuscirebbe acqua mista a ruggine, ventilatori dei bagni non funzionanti e altre carenze strutturali.
“In questi giorni si parla spesso di condizioni carcerarie – ha dichiarato l’avvocato Traina – avevo evidenziato una serie di anomalie, come la mancanza di spazio calpestabile nelle celle, nonché la mancanza totale di riscaldamento, condizionatori, acqua calda, docce dalle quali esce acqua mista a ruggine, ventilatori dei bagni non funzionanti ed altro”.
Il no del Tribunale e il ricorso in Cassazione
La richiesta era stata inizialmente respinta dal Tribunale di Sorveglianza, che aveva rigettato l’istanza presentata dalla difesa.
Contro quella decisione l’avvocato Traina ha proposto ricorso in Cassazione.
La Suprema Corte dispone un nuovo esame
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza e disponendo il rinvio per una nuova valutazione del caso.
La Suprema Corte non ha quindi riconosciuto automaticamente il diritto allo sconto di pena richiesto da Casamonica, ma ha stabilito che la domanda dovrà essere nuovamente esaminata dal Tribunale, che dovrà rivalutare gli elementi portati dalla difesa alla luce dei principi indicati dalla Cassazione.
