Lite tra fidanzati in strada: 28enne ferita, 30enne arrestato dalla Polizia di Stato
Un acceso litigio tra due fidanzati è degenerato in strada fino a richiedere l’intervento della Polizia di Stato. Una donna di 28 anni è stata soccorsa dagli agenti con evidenti graffi, lividi e dolori, mentre il compagno, un uomo di 30 anni, è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
L’intervento della pattuglia e i soccorsi alla donna
Secondo quanto ricostruito, la situazione è precipitata nel momento in cui una pattuglia delle Volanti, impegnata in un servizio di controllo del territorio, è transitata nella zona del viale Mario Rapisardi. In quegli istanti, gli agenti sono intervenuti per sedare una lite particolarmente violenta tra i due.
La giovane donna presentava segni evidenti di aggressione e, dopo essere stata messa in sicurezza, è stata ascoltata dai poliziotti. Ha riferito di essere stata raggiunta dal fidanzato nei pressi dell’abitazione di un’amica, dopo che l’uomo avrebbe sospettato la presenza di un altro uomo.
Le accuse e la ricostruzione dei fatti
Stando al racconto fornito dalla vittima, la discussione sarebbe rapidamente degenerata in violenza fisica. L’uomo l’avrebbe prima afferrata per il collo, poi colpita con schiaffi, provocandole graffi e tumefazioni. La donna sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire in strada per chiedere aiuto, ma sarebbe stata nuovamente raggiunta e colpita dal compagno.
Nel corso dell’intervento è emerso anche un quadro più ampio di presunti episodi di violenza e minacce avvenuti nel tempo, mai denunciati in precedenza. La 28enne avrebbe infatti riferito di precedenti aggressioni, tra cui un episodio particolarmente grave in cui avrebbe riportato un trauma cranico.
La donna avrebbe deciso di raccontare tutto alle forze dell’ordine solo in seguito all’ultima aggressione, trovando il coraggio di denunciare quanto accaduto. Il 30enne è stato arrestato e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso il Tribunale di Catania, posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida. Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato fino a sentenza definitiva.
