Carceri siciliane, a Messina un bambino di 18 mesi vive in cella con la madre
Particolarmente preoccupante è anche il capitolo relativo alla sanità penitenziaria. I garanti segnalano carenze nella disponibilità di specialisti e personale medico rispetto alle esigenze presenti negli istituti.
Tra le figure professionali indicate come insufficienti vengono citati dentisti, oculisti e cardiologi. In alcuni casi, secondo la denuncia, mancherebbero persino medici di turno in numero adeguato alle necessità attuali della popolazione detenuta.
A rendere ancora più delicato il quadro sono le condizioni delle persone con fragilità psichiatriche. I garanti riferiscono di casi in cui detenuti con evidenti problematiche di questo tipo sarebbero costretti a dormire all’aperto nei cortili oppure in stanze completamente prive di suppellettili.
Situazioni che, secondo i rappresentanti dei detenuti, si accompagnerebbero a condizioni igieniche e personali definite «totalmente disumane».
L’emergenza sanitaria si intreccia quindi con quella strutturale e organizzativa. Il sovraffollamento, la carenza di personale e le temperature elevate contribuiscono a rendere più difficili le condizioni di vita all’interno degli istituti e aumentano le preoccupazioni per le persone maggiormente vulnerabili.
La richiesta dei garanti è ora rivolta alle istituzioni competenti affinché vengano adottate misure immediate, con particolare attenzione al bambino di 18 mesi che si trova a Gazzi insieme alla madre e alle persone detenute in condizioni di maggiore fragilità.
La denuncia punta così a riportare al centro dell’attenzione il tema delle condizioni delle carceri siciliane, chiedendo che il sovraffollamento e le carenze dell’assistenza non vengano affrontati soltanto nelle situazioni di emergenza, ma attraverso interventi strutturali capaci di garantire il rispetto della dignità delle persone detenute e di chi lavora quotidianamente negli istituti penitenziari.
