Carceri, polizia penitenziaria: “Non ci sentiamo offesi, l’emergenza ha radici lontane”
Sul tema interviene anche Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria, che sostiene la posizione del procuratore di Palermo e critica le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
«Se c’è qualcuno che ha perso il controllo di sé stesso è il ministro Nordio – afferma Di Giacomo –. La situazione denunciata da De Lucia non può essere ridotta a qualche fenomeno patologico».
Secondo il sindacalista, le parole del procuratore sarebbero in linea con le denunce portate avanti da anni dal sindacato sulla presenza della criminalità organizzata all’interno degli istituti.
Di Giacomo richiama anche recenti indagini che avrebbero evidenziato il ruolo delle carceri nella gestione di attività criminali, sostenendo che «le organizzazioni mafiose continuano a mantenere capacità di comando anche dall’interno degli istituti».
“Da anni denunciamo che mafia, camorra e ’ndrangheta si combattono anche dal carcere – aggiunge –. Gli istituti penitenziari non possono diventare basi operative per traffici e decisioni criminali”.
La richiesta: “Riprendere il controllo delle carceri”
Entrambi i sindacati chiedono quindi un cambio di passo da parte delle istituzioni. Per il Sappe e per il Sindacato Polizia Penitenziaria la priorità è rafforzare il ruolo dello Stato all’interno delle carceri, garantendo sicurezza agli operatori e impedendo che la criminalità organizzata possa esercitare influenza sui detenuti.
«La priorità resta quella di riprendere il controllo delle carceri togliendolo alle mafie – conclude Di Giacomo – per ristabilire legalità e sicurezza dentro e fuori gli istituti penitenziari».
