Carceri, polizia penitenziaria: “Non ci sentiamo offesi, l’emergenza ha radici lontane”

Carceri, polizia penitenziaria: “Non ci sentiamo offesi, l’emergenza ha radici lontane”

Capece sottolinea la necessità di interventi strutturali e non soltanto emergenziali. Tra le richieste del sindacato figurano il rafforzamento degli organici, l’utilizzo diffuso delle body-cam, nuove tecnologie di sicurezza e strumenti adeguati per affrontare le aggressioni ai danni degli operatori.

“Gli uomini e le donne in uniforme continuano a subire aggressioni, minacce e violenze – afferma il segretario del Sappe –. Serve restituire autorevolezza all’istituzione penitenziaria e garantire condizioni di sicurezza adeguate a chi lavora negli istituti”.

Il sindacato richiama inoltre alcune trasformazioni del sistema carcerario, tra cui il trasferimento della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale, l’introduzione della vigilanza dinamica e delle celle aperte, oltre alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e alla successiva creazione delle Rems, ritenute dal Sappe insufficienti rispetto alle esigenze.

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