Carceri, duro attacco del sindacato S.PP.: “Delmastro inadeguato, sistema al collasso”
Di Giacomo: “Serve un passo indietro e l’azzeramento del DAP”
Un affondo senza mezzi termini quello lanciato da Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, contro il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
“Delmastro non ne azzecca una”, attacca Di Giacomo, chiedendo apertamente un passo indietro del sottosegretario e l’azzeramento dell’intero apparato dirigente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Una richiesta che il sindacato rivendica come coerente con una posizione critica portata avanti “fuori dal coro” già dal 2024.
Secondo il segretario, le recenti vicende che coinvolgerebbero i vertici dell’amministrazione penitenziaria rappresentano l’ennesima conferma di una gestione definita “fallimentare”. Di Giacomo punta il dito non solo sugli episodi più discussi, ma anche su comportamenti ritenuti poco consoni al ruolo istituzionale: dalle cene finite al centro delle cronache – tra Capodanno e incontri politici – fino ai rapporti con dirigenti e funzionari che farebbero parte di un presunto “cerchio magico”.
“Da cittadino ha il diritto di scegliersi i commensali – afferma – ma da sottosegretario dovrebbe essere più attento nelle relazioni, soprattutto quando coinvolgono vertici dell’amministrazione e appartenenti al Corpo”.
Nel mirino anche le scelte gestionali che, secondo il sindacato, avrebbero aggravato la crisi del sistema penitenziario. I numeri elencati da Di Giacomo delineano un quadro allarmante: aggressioni al personale salite fino a 2.800 casi, 46 chilogrammi di droga sequestrati nel 2025, oltre 7.500 telefoni cellulari rinvenuti nelle carceri e un bilancio di 14 suicidi e 54 decessi tra i detenuti dall’inizio dell’anno.
Critica anche la situazione del personale: a fronte di migliaia di assunzioni, gli organici sarebbero cresciuti solo marginalmente, arrivando a circa 37.143 unità, mentre negli ultimi due anni circa 2.500 agenti avrebbero lasciato il Corpo. A ciò si aggiunge il problema del sovraffollamento, con quasi 63.900 detenuti e una media del 140%.
“Lo Stato sta soccombendo – conclude Di Giacomo – perché nelle carceri comandano i gruppi di criminalità organizzata. È necessario intervenire subito per ristabilire legalità e sicurezza”.
