Caffè resistente al clima: nuove varietà oltre Arabica e Robusta per un futuro sostenibile.

Il Futuro del Caffè: Verso Specie Più Resilienti al Clima

Con l’aumento delle temperature, i cambiamenti nelle precipitazioni e la crescente pressione dei parassiti, la qualità e la resa dei caffè Arabica e Robusta sono in calo. Queste due specie rappresentano quasi tutta la produzione commerciale di caffè. Gli scienziati e i produttori stanno quindi esplorando varietà di caffè meno conosciute per un futuro più resiliente ai cambiamenti climatici, come riportato da Meena Menon, collaboratrice di Mongabay-India.

Le specie Arabica (Coffea arabica) e Robusta (C. canephora) hanno a lungo dominato il mercato globale del caffè. Varietà come l’Excelsa (C. dewevrei) erano state precedentemente trascurate, utilizzate solo come delimitatori di piantagioni o alberi d’ombra in India. Akshay Dashrath, co-fondatore della South India Coffee Company (SICC), sta guidando iniziative per rivalutare l’Excelsa e il suo potenziale di resilienza.


Risorse Naturali e Sperimentazione

Secondo la SICC, un piantatore britannico introducette l’Excelsa in India alla fine del 1800 come alternativa all’Arabica. Col tempo, questa varietà è cresciuta alta e folta, risultando difficile da gestire e commercializzare. Nella sua fattoria nel distretto di Kodagu, nello stato del Karnataka, Dashrath ha preservato alberi di Excelsa di 60 anni, ora utilizzati per sperimentazioni volte a scalare la produzione. La sua azienda collabora con i Royal Botanic Gardens di Kew per condurre ricerche al riguardo.

Aaron Davis, leader di ricerca senior presso i Royal Botanic Gardens, sottolinea che la predominanza di Arabica e Robusta nel mercato globale potrebbe vedere significativi cambiamenti nei prossimi dieci anni grazie all’adattamento di altre specie di caffè ai nuovi climi. L’Excelsa, originaria di alcune zone dell’Africa tropicale e dell’Asia sud-orientale, viene già coltivata in Uganda e Vietnam.


Kiwuka Catherine, funzionario di ricerca senior presso la National Agricultural Research Organization in Uganda, riporta che i produttori di caffè in Uganda, che coltivano l’Excelsa su centinaia di acri dal 2000, hanno osservato che questa specie è più produttiva, resistente e redditizia rispetto al Robusta. Davis prevede che il sapore delicato dell’Excelsa potrebbe ben presto diventare un alimento base nei supermercati, affermando che “l’Excelsa dell’Uganda potrebbe arrivare sugli scaffali entro un decennio”.

Oltre all’Excelsa, altre specie di caffè resilienti al clima, come lo Stenophylla (C. stenophylla) e il Liberica (C. liberica), sono oggetto di studio. Lo Stenophylla offre un sapore simile all’Arabica e una tolleranza al calore superiore, mentre il Liberica prospera in condizioni diverse, da regioni umide a zone più secche.


Innovazione e Sostenibilità nella Coltivazione del Caffè

Pranoy Thipaiah, gestore della piantagione di caffè Kerehaklu nel distretto di Chikkamagalur, in Karnataka, evidenzia che sia l’Excelsa che il Liberica hanno periodi di crescita più lunghi, il che permette la raccolta nei mesi di marzo e aprile, quando il rischio di piogge fuori stagione, frequentemente dannose per l’Arabica, è passato. La ricerca guidata da Kew ha identificato anche un nuovo ibrido tra il Liberica e l’Excelsa, proposto come caffè Libex (Coffea × libex), che potrebbe risultare più resistente al calore e all’umidità, oltre a combattere le malattie.

Man mano che la ricerca per caffè resilienti al clima guadagna slancio, il passaggio a queste nuove varietà richiederà ricerche focalizzate, supporto da parte del governo e accettazione da parte dei consumatori. Solo così sarà possibile garantire un futuro sostenibile per l’industria del caffè, che si trova di fronte a sfide senza precedenti.

Per ulteriori approfondimenti, puoi consultare le fonti ufficiali di Mongabay e le organizzazioni di ricerca agricole, che forniscono dati scientifici e attualizzazioni sull’argomento.

Immagine di copertura: I frutti di caffè Excelsa raccolti nell’azienda Kerehaklu nel distretto di Chikkamagalur, dove l’Excelsa e il Liberica sono coltivati dal 1953. Immagine fornita da Pranoy Thipaiah.

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Luigi Salemi: