Baci, abbracci e coccole: quanto capiscono davvero gli animali del nostro amore?
Code, fusa e musi appoggiati: come ci dimostrano affetto
Un cane che ci salta addosso appena rientriamo a casa, un gatto che si strofina contro le nostre gambe, un coniglio che si lascia accarezzare oppure un pappagallo che cerca continuamente la nostra compagnia. Per noi sono manifestazioni d’amore quasi inequivocabili. Ma gli animali interpretano davvero i nostri gesti affettuosi come facciamo noi? E soprattutto, capiscono che quando li abbracciamo o li baciamo stiamo cercando di dimostrare loro quanto gli vogliamo bene?
La risposta è affascinante: gli animali possono sviluppare legami profondi con gli esseri umani, riconoscere le nostre abitudini e reagire alle nostre emozioni, ma non necessariamente attribuiscono ai gesti lo stesso significato che diamo noi.
Il cane, per esempio, è una specie particolarmente predisposta alla cooperazione sociale con l’uomo. Nel corso della domesticazione ha sviluppato notevoli capacità di comunicazione con le persone e può imparare a riconoscere espressioni del viso, tono della voce e segnali corporei. Il suo entusiasmo quando torniamo a casa non è soltanto una reazione automatica: può riflettere il legame che ha costruito con noi e il piacere di ritrovare una figura familiare.
Anche i gatti, nonostante la fama di animali indipendenti e un po’ distaccati, possono instaurare relazioni strette con i propri proprietari. Fare le fusa, strofinare il muso contro una mano, riposare vicino a una persona o socchiudere lentamente gli occhi in sua presenza sono comportamenti che, nel giusto contesto, possono accompagnare una relazione positiva.
Il punto è che ogni specie possiede un proprio repertorio comunicativo. Noi mostriamo affetto con baci e abbracci; loro possono esprimerlo cercando vicinanza, condividendo gli spazi, giocando o semplicemente scegliendo di restare accanto a noi.
