Aumento del 30% della deforestazione in Amazzonia dopo l’uscita di grandi trader dal patto soia.

### Il Ritiro dei Trader di Soia dalla Moratoria Amazonica

Nel gennaio 2023, importanti trader di soia come Cargill, ADM e Bunge hanno annunciato la loro uscita dalla moratoria sulla soia in Amazzonia, una delle iniziative di zero deforestazione più efficaci al mondo. Questa scelta potrebbe portare a un aumento della deforestazione nel Bioma del 30% entro il 2045, secondo l’Istituto di Ricerca Ambientale dell’Amazzonia (IPAM). Dietro questo abbandono ci sono associazioni di agricoltori e allevatori, nonché politici locali legati all’agribusiness. Abbandonare l’accordo rappresenta un “segnale verde” per i speculatori terrieri, avvertono gli osservatori.

### La Moratoria sulla Soia: Un Accordo Sotto Pressione

Negli ultimi 20 anni, la moratoria sulla soia ha impedito la coltivazione di soia nelle aree disboscate dopo il 2008. Questa iniziativa ha consentito di limitare la deforestazione nella foresta amazzonica, rendendola uno dei più significativi accordi volontari per la conservazione. La Brazilian Association of Vegetable Oil Industries (Abiove), che rappresenta alcuni dei trader di soia più influenti a livello mondiale, ha annunciato il 5 gennaio 2023 l’inizio delle trattative per ritirarsi dall’accordo. Attualmente, il Brasile è il maggior esportatore di soia al mondo, con i membri di Abiove che costituiscono quasi il 45% delle spedizioni.


### Le Reazioni alla Legge di Mato Grosso

La decisione di Abiove è stata influenzata da una nuova legge nel Mato Grosso, il maggior produttore di soia del Brasile. Questa legge, entrata in vigore il 1° gennaio, consente al governo statale di sospendere sgravi fiscali per le aziende che adottano criteri ambientali più severi rispetto a quelli richiesti dalla legge brasiliana stessa, compresa la moratoria sulla soia.

In Brasile, la deforestazione è consentita in base a regole specifiche per ogni bioma; ad esempio, nel rispetto della legislazione vigente, un agricoltore che ha disboscato la propria terra dopo il 2008 non potrebbe vendere la soia ai membri della moratoria. Maurício Voivodic, direttore esecutivo di WWF-Brasil, ha dichiarato che la decisione di Abiove è stata presa per mantenere i sussidi fiscali.

### Le Implicazioni per l’Amazzonia

Il nuovo corso intrapreso dalla legge di Mato Grosso rappresenta una controffensiva da parte di agricoltori e allevatori contro le politiche federali che combattono la deforestazione illegale. Voivodic ha affermato che, mentre le aziende potrebbero sperimentare un guadagno a breve termine, a lungo andare questo mix di incentivi non farà altro che danneggiare il tessuto stesso dell’agricoltura brasiliana, che dipende da foreste sane per distribuire le precipitazioni essenziali.

Il governatore del Mato Grosso, Mauro Mendes, ha accolto la decisione di Abiove come una vittoria per lo stato, sostenendo che le condizioni dell’accordo stavano causando perdite ai produttori locali. Inoltre, associazioni come Aprosoja-MT, forte sostenitrice delle politiche anti-ambientali del precedente presidente Jair Bolsonaro, hanno descritto l’abbandono della moratoria come un’interruzione di un “accordo privato e illegale”.


### Le Conseguenze a Lungo Termine

Nonostante la legge di Mato Grosso fosse in atto, deve affrontare sfide legali di fronte alla Corte Suprema brasiliana. La dissoluzione della moratoria funge da incentivo per l’apertura di nuove aree alla coltivazione della soia, incluse porzioni di terra pubblica, un reato comune in Brasile a causa del pessimo sistema di registrazione fondiaria.

Gli esperti avvertono che il collasso della moratoria comporta una ribalta dei costi per i trader, che potrebbero fissare meccanismi individuali meno efficienti e più costosi per soddisfare i criteri di zero deforestazione richiesti da grandi rivenditori internazionali. Dal 2026, le aziende che importano prodotti a base di soia nell’Unione Europea dovranno conformarsi alla nuova normativa sulla deforestazione, aumentando ulteriormente i rischi reputazionali e i costi.

### Un Futuro Incertero per l’Amazzonia

Sebbene la moratoria sulla soia non sia completamente scomparsa, l’Associazione Nazionale degli Esportatori di Cereali (Anec) continua a sostenere l’accordo. Anec ha sottolineato che la questione rimane sotto esame presso la Corte Suprema federale e che la pressione internazionale per soia non proveniente da aree deforestate continua.

Il futuro della foresta amazzonica dipende da come il Brasile risponderà a questa crisi emergente. Gli effetti della deforestazione potrebbero portare a un ecosistema più secco e meno biodiverso, alterando il già fragile equilibrio di uno dei biomi più ricchi del pianeta.

Fonti ufficiali:
– Istituto di Ricerca Ambientale dell’Amazzonia (IPAM)
– Associazione Brasiliana delle Industrie dell’Olio Vegetale (Abiove)
– WWF-Brasil
– Aprosoja-MT

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Luigi Salemi: