Asia: epicentro dell’espansione del commercio illegale di fauna selvatica in oltre 100 paesi

Asia: epicentro dell’espansione del commercio illegale di fauna selvatica in oltre 100 paesi

Le informazioni disponibili sul commercio di fauna selvatica crescono a singhiozzo; molto spesso, le stime si basano su dati statici o casi isolati. I ricercatori, come Tow Jia Hao della National University of Singapore, sottolineano che la situazione è difficile da analizzare a causa della mancanza di dati completi. Per colmare queste lacune, il team di ricerca ha esaminato venti anni di dati sul traffico illegale di fauna selvatica e ha confrontato le informazioni con il commercio legale.

Utilizzando i dati di confisca del Traffic Wildlife Trade Portal e informazioni sul commercio legale provenienti dal database CITES, i ricercatori hanno mappato i paesi di origine e di destino e monitorato le rotte di traffico. Le loro analisi hanno rivelato che le reti di traffico di fauna selvatica sono estremamente complesse e resistenti, capaci di adattarsi rapidamente a nuove circostanze.

Quando la pandemia da COVID-19 ha influito sul commercio globale, i traffico di animali esotici ha subito un’interruzione temporanea, ma ha ripreso vigore rapidamente. Ad esempio, il commercio di corna di rinoceronte in Asia è diminuito nel 2020, ma è decollato l’anno successivo con traffico marittimo. Ciò evidenzia come la domanda per i prodotti di fauna selvatica rimanga costante, indipendentemente dalle restrizioni.

Rotte e Destinazioni del Traffico Illegale

Le ricerche rivelano che il commercio di fauna selvatica ora non è più limitato a poche rotte o attori: è molto disperso e avviene in paesi di tutti i continenti, con Asia, Africa ed Europa come hub chiave. Nel corso degli anni, l’Asia ha superato l’Europa come principale centro di importazione di fauna selvatica. Sin dagli anni ’80, la crescente classe media asiatica ha alimentato una domanda crescente per i prodotti di fauna selvatica, in particolare in paesi come Cina e Vietnam.

I tigri, ad esempio, sono stati braccati in India e contrabbandati in Cina, mentre i pangolini sono diventati una delle specie più vulnerabili, con la loro situazione che si aggrava di anno in anno. Tra il 2005 e il 2010, l’Asia è emersa come il punto focale del commercio illegale, con l’Africa come principale fonte di traffico.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *