Appalti e lavori sulla strada Mosella, tre misure cautelari ad Agrigento
Due imprenditori ai domiciliari e un ingegnere sospeso dagli incarichi pubblici. Le accuse contestate a vario titolo sono trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita e tentata truffa aggravata per ottenere fondi pubblici
La Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, ha eseguito nella mattinata odierna un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento nei confronti di tre persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
L’inchiesta riguarda la procedura di gara indetta dal Comune di Agrigento per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria della strada di collegamento denominata “Mosella”.
Il provvedimento, adottato al termine degli interrogatori preventivi svolti il 13 e 14 luglio 2026, ha disposto gli arresti domiciliari per due imprenditori, mentre nei confronti di un ingegnere è stata applicata la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’incarico di direttore dei lavori in qualsiasi procedura di appalto pubblico a lui assegnata. Il professionista aveva ricoperto il ruolo di direttore dei lavori nell’ambito dell’intervento di ristrutturazione della strada “Mosella”.
Le indagini sulla gara d’appalto
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, i due imprenditori avrebbero costituito una società formalmente intestata a terzi ma, in realtà, da loro gestita e controllata. L’obiettivo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato quello di occultarne la reale titolarità e consentirne la partecipazione a procedure di affidamento di appalti pubblici, aggirando le norme poste a tutela dell’ordine pubblico economico e della legislazione antimafia.
Gli investigatori ritengono inoltre che gli indagati abbiano alterato la procedura di affidamento dei lavori sulla strada “Mosella” attraverso una preventiva collusione, concretizzatasi nella presentazione di offerte da parte di società a loro riconducibili. Una condotta che avrebbe compromesso la libera concorrenza e influenzato il regolare svolgimento della gara.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere presunte irregolarità nella fase esecutiva dell’appalto. In particolare, il direttore dei lavori, sfruttando il ruolo ricoperto, avrebbe ritardato l’adozione di alcuni atti e l’avvio di determinate lavorazioni previste dal contratto, inducendo così gli imprenditori a conferire un incarico di consulenza per la contabilità dei lavori a una persona a lui legata da rapporti di parentela. Il compenso, secondo gli investigatori, sarebbe stato parametrato agli importi delle opere contabilizzate.
L’ordinanza cautelare emessa dal Gip si fonda sul quadro indiziario raccolto nel corso delle indagini preliminari. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: le eventuali responsabilità penali degli indagati saranno accertate nel corso del procedimento e nelle successive fasi di giudizio.
