Antimafia, dopo la Sas nel mirino Seus e Cefpas: “Partecipate, sistema che fa acqua”

Antimafia, dopo la Sas nel mirino Seus e Cefpas: “Partecipate, sistema che fa acqua”

Un altro capitolo rilevante riguarda il contenzioso con i dipendenti e gli incarichi legali. Dalla documentazione esaminata dalla Commissione emergono 99 controversie sul personale: 15 relative al riconoscimento di mansioni superiori e 84 riguardanti il demansionamento.

Tra il 2021 e il 2025, inoltre, la Sas avrebbe affidato 218 incarichi di difesa in giudizio, per un costo superiore ai 907 mila euro. La Commissione ha posto l’attenzione anche su una transazione da 640 mila euro riconosciuta a un dipendente: 320 mila euro come retribuzione soggetta a tassazione e altri 320 mila euro come risarcimento per danno non patrimoniale, quindi esente da imposte.

Considerando gli affidamenti ritenuti più significativi e gli incarichi di difesa, la relazione quantifica in oltre un milione e mezzo di euro le somme spese nell’arco temporale esaminato, tra il 2021 e il 2025. La Commissione ha chiesto che siano ora gli organismi competenti a verificare eventuali responsabilità, anche sotto il profilo contabile.

Il quadro tracciato dall’Antimafia comprende anche oltre 250 incarichi professionali nell’arco del quadriennio esaminato e rilievi sull’affidamento all’esterno di attività che, secondo la Commissione, avrebbero potuto essere svolte dagli uffici interni.

Pantò replica: «Decisioni approvate all’unanimità»

Alle contestazioni ha replicato l’ex presidente della Sas Mauro Pantò, che ha respinto la rappresentazione di una gestione «fuori controllo» e ha rivendicato la natura collegiale delle decisioni assunte durante il suo mandato.

Pantò ha sottolineato che il Consiglio di amministrazione era composto da tre componenti e che tutte le deliberazioni sarebbero state approvate all’unanimità. Sulla mancata nomina del nuovo Collegio sindacale ha sostenuto che la competenza spettava al socio, cioè alla Regione, e non al Cda, precisando che il tema sarebbe stato comunque inserito all’ordine del giorno.

L’ex presidente ha inoltre contestato l’utilizzo delle procedure relative alle categorie protette come elemento per attribuire responsabilità personali alla governance. Secondo la sua ricostruzione, le assunzioni sarebbero state effettuate per adempiere a obblighi previsti dalla legge e per colmare un deficit accumulato negli anni precedenti. Ha inoltre sostenuto che il ricorso ai tutor trovasse un riferimento normativo nella disciplina sul lavoro.

Pantò ha poi contestato il modo in cui sono stati conteggiati gli incarichi legali. I 907.445 euro circa indicati nella relazione, ha spiegato, riguardano il periodo 2021-2025 e quindi comprendono anche anni precedenti alla sua presidenza, iniziata nel 2023. Ha ricordato inoltre che la Sas non può avvalersi dell’Avvocatura dello Stato e deve quindi ricorrere a professionisti esterni per la difesa in giudizio.

Sulla transazione da 640 mila euro, Pantò ha sostenuto che l’accordo fosse stato raggiunto dopo una valutazione legale che aveva quantificato in circa 1,8 milioni di euro il rischio di soccombenza per la società. Ha infine richiamato il bilancio 2025, approvato con un utile di gestione, come elemento da considerare nella valutazione complessiva dell’operato della società.

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