Animali domestici in sovrappeso, la prima causa di malattie croniche
Mataragka propone una lettura più ampia del problema. Negli animali allevati intensivamente e nei pesci in acquacoltura, la cattività rappresenta un fattore chiave nello sviluppo delle malattie. Per gli animali selvatici, invece, il facile accesso al cibo umano e l’inquinamento sono tra le principali cause.
Questo porta a considerare gli animali come sentinelle dell’ambiente, capaci di segnalare precocemente i cambiamenti ecologici che, se ignorati, finiranno per colpire anche la salute umana. È il principio della One Health, un approccio che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.
Secondo Antonio Musarò, professore di Istologia alla Sapienza di Roma, il concetto di One Health fu introdotto negli anni Sessanta da Calvin W. Schwabe, ma ha conosciuto una diffusione significativa solo dagli anni Duemila, fino al riconoscimento ufficiale da parte dell’OMS nel 2017. Oggi è alla base di programmi universitari e politiche sanitarie orientate alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità.
Verso un sistema globale di prevenzione
Gli studiosi concordano sulla necessità di istituire un sistema internazionale di monitoraggio capace di individuare precocemente l’aumento delle malattie croniche negli animali. Una piattaforma di questo tipo, attualmente inesistente, permetterebbe di intervenire in modo tempestivo e coordinato.
La salute animale non può più essere considerata un tema isolato: è strettamente legata al nostro benessere e a quello dell’ecosistema. Solo attraverso strategie basate su evidenze scientifiche e un approccio olistico sarà possibile invertire questa tendenza preoccupante e costruire un futuro più sano per tutte le specie.
