Bar e ristoranti possono negare l’accesso ai cani? Ecco cosa prevede la legge

Bar e ristoranti possono negare l’accesso ai cani? Ecco cosa prevede la legge
Portare il proprio cane al bar o al ristorante è un’abitudine sempre più diffusa, ma non sempre accolta con favore dai gestori. In Italia, infatti, le aree private aperte al pubblico consentono ai titolari di stabilire regole e divieti, con una sola eccezione inderogabile: i cani guida per persone con disabilità visive. Per tutti gli altri animali, l’accesso dipende da norme precise e dal comportamento dei proprietari.

Accesso ai locali: quando il gestore può dire no

A chi viaggia o vive con un cane è capitato almeno una volta di trovarsi davanti a un locale con la scritta: “Vietato l’ingresso agli animali”. Secondo Giada Bernardi, avvocata e fondatrice di GiustiziAnimale, il divieto è legittimo: nei confronti dei cani da compagnia, la decisione spetta esclusivamente al titolare dell’esercizio, trattandosi di un’attività privata aperta al pubblico. Bar, ristoranti e altri locali possono quindi negare l’ingresso agli animali, purché il divieto sia chiaramente segnalato all’entrata. Diverso è il caso dei cani guida, il cui accesso è sempre garantito dalla legge, senza possibilità di eccezioni.

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