Allarme microplastiche nel Mediterraneo, studio siciliano per mappare le aree più a rischio
Secondo Pepe, l’ingestione di microplastiche da parte dei pesci comporta un trasferimento diretto all’uomo attraverso l’alimentazione. Una presenza non naturale per l’organismo umano che può essere associata a stati infiammatori e ad altre possibili patologie.
Il progetto Maestri – acronimo di Modelli previsionali di accumulo di microplastiche in aree marine costiere, effetti sulla biodiversità e strategie per ridurre l’inquinamento – punta a sviluppare il primo modello previsionale capace di descrivere, simulare e anticipare la distribuzione delle microplastiche nel Mediterraneo centrale nei prossimi dieci anni, individuando le zone costiere più vulnerabili.
Avviato a maggio 2025 e finanziato con circa 1,5 milioni di euro nell’ambito del Programma Interreg Italia-Malta, il progetto si concluderà nel 2027 ed è coordinato dall’ateneo palermitano con la collaborazione dell’Università degli Studi di Messina, dell’Università degli Studi di Catania, dell’Università di Malta e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
