Alla scoperta del raro e del bello nella foresta pluviale della Costa d’Avorio.

Alla scoperta del raro e del bello nella foresta pluviale della Costa d’Avorio.


**Alla Scoperta del Parco Nazionale di Taï: Un Regno di Biodiversità**

A fine maggio, Mongabay ha visitato il Parco Nazionale di Taï, situato nel sud-ovest della Costa d’Avorio. Questo parco è la principale riserva delle foreste guineane superiori in Africa occidentale, un habitat unico per diverse specie animali. Tra queste spicca il picathartes dal collo bianco, un uccello che costruisce i suoi nidi a forma di coppa di fango sulle pareti rocciose della foresta pluviale. Un corrispondente di Mongabay ha accompagnato un membro dell’Ufficio Ivoriano dei Parchi e delle Riserve per visitare un sito di nidificazione raro, nella speranza di avvistare questi elusive abitanti.

Il Sentiero degli Animali

Il sentiero che si snoda attraverso la foresta verso un sito di nidificazione, uno degli abitanti più curiosi, non è realizzato dall’uomo, bensì dagli animali. Michele Menegon, erpetologo e visitatore abituale del Parco, suggerisce che questo percorso potrebbe avere centinaia di migliaia di anni. La sentiero, chiaramente visibile, segue la riga di un crinale ed è mantenuto dal passaggio di elefanti della foresta (Loxodonta cyclotis) e di piccoli antelopi come il duiker di Maxwell (Philantomba maxwellii), le cui piccole feci nere sono visibili accanto al sentiero.


Il pavimento della foresta è relativamente libero di vegetazione erbosa. Gli alberi dominanti, sorretti da enormi radici a baulato, tengono le loro chiome ben al di sopra, limitando così la luce solare e il conseguente sviluppo della vegetazione sottostante. “Non ho mai visto una foresta con una densità di alberi di queste dimensioni,” afferma Menegon. Il guardaparco Gliman Hyacinthe, membro dell’OIPR, identifica uno di questi giganti dell’albero come kosipo (Entandrophragma candollei), uno dei mahogany.

La Ricerca del Picathartes

Questa sezione della foresta è disseminata di enormi massi, situata ai piedi di una grande cupola di granito, la cui cima rompe la chioma degli alberi ma è difficilmente visibile dall’interno della foresta. Il picathartes che si cercava era il Picathartes gymnocephalus, che nidifica in grotte e sotto le sporgenze. Non è solo il picathartes, noto anche come rockfowl, ad essere attratto da queste formazioni rocciose. Hyacinthe indica un piccolo riparo dove, stando alle tracce, i duiker di Jentink (Cephalophus jentinki) si sono riparati dalla pioggia durante la notte.

La popolazione di duiker di Jentink è ben presente in questa area, conferma Menegon, che è anche direttore della conservazione della biodiversità con l’organizzazione non governativa Leadership for Conservation in Africa, in partnership con un ONG locale, EBURCO. Segni di attività animale sana sono evidenti: buche nel terreno indicano dove i cinghiali rossi (Potamochoerus porcus), la versione africana del cinghiale selvatico, hanno cercato cibo. Un accumulo lasciato da un civetta africana (Civettictis civetta) rivela il suo appetito per i millepiedi abbondanti a Taï.

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